E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 217 del 18.09.07 il programma-obiettivo relativo all’anno 2007, elaborato dal Comitato Nazionale per le Pari Opportunità presieduto dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano , e volto al finanziamento a carico di un apposito fondo istituito presso il Ministero del lavoro di progetti che abbiano come obiettivi la promozione dell’occupazione femminile, il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, il consolidamento di imprese femminili, la creazione di progetti integrati di rete. A darne informazione è la Consigliera di parità della Provincia di Avellino, Mimma Lo Mazzo. Le azioni positive individuate devono: (1) promuovere, al proprio interno, la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali mediante la realizzazione di specifici percorsi formativi volti all’acquisizione di competenze di vertice e/o di responsabilita’ e l’attuazione di buone prassi per un piano di concreto inserimento nelle strutture esecutive; (2 ) modificare – in un’ottica di parita’ e pari opportunita’ – l’organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e del sistema premiante aziendale sperimentando e attuando azioni integrate che producano effetti concreti misurabili e documentabili in termini di: conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; superamento della discriminazione di genere; riduzione del differenziale retributivo tra donne e uomini; progressione delle carriere femminili anche per un’equa distribuzione degli incarichi dirigenziali. I progetti dovranno prevedere almeno due delle azioni sopraelencate; (3) sostenere iniziative atte a: stabilizzare l’occupazione delle lavoratrici in situazione di precarieta’, in particolare di giovani neo laureate e neo diplomate, favorendone la crescita professionale anche attraverso percorsi formativi qualificanti e riallineamento delle competenze; agevolare il reinserimento lavorativo di donne uscite dal mercato del lavoro a seguito di maternita’, attraverso azioni di selezione, formazione, orientamento e accompagnamento; agevolare l’inserimento e/o il reinserimento lavorativo di donne di eta’ maggiore di quarantacinque anni attraverso azioni di selezione, formazione, riqualificazione, orientamento e accompagnamento. Infine, (4) consolidare imprese a titolarità e/o prevalenza femminile nella compagine societaria attraverso: studi di fattibilità per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e mercati; azioni di supervisione, supporto e accompagnamento (secondo la tecnica del mentoring) al ruolo di imprenditrice; counselling alla gestione di impresa; formazione altamente professionalizzante rivolta alla titolare o alla compagine societaria; iniziative tra più imprese femminili per la definizione e la promozione dei propri prodotti/servizi anche attraverso la fruizione in comune di servizi di supporto; l’affermazione di marchi; la creazione di sistemi consorziati di distribuzione e promozione nel mercato. I progetti dovranno prevedere almeno due delle azioni sopraelencate. Ancora c’è l’obiettivo di (5) promuovere la qualità della vita personale e professionale anche attraverso la rimozione degli stereotipi, in un’ottica di pari opportunità, con azioni di sistema integrate che producano effetti concreti sul territorio, concordate e attuate da almeno tre tra i seguenti differenti soggetti, ognuno secondo le proprie specificità: associazioni di genere, organizzazioni sindacali, organizzazioni datoriali, enti pubblici, ordini professionali. Destinatarie/i delle azioni sono: per il punto 1: occupate/i, iscritte/i, associate/i; per il punto 2: occupate/i; per il punto 3: lavoratrici in situazione di precarieta’, disoccupate madri, donne di eta’ maggiore di quarantacinque anni e giovani neolaureate e neodiplomate; per il punto 4: imprese femminili attive da almeno due anni (con documentazione probante che lo attesti), preventivamente identificate e indicate nel progetto; per il punto 5: persone che risiedono nell’ambito del territorio/i espressamente indicato/i nel progetto. I soggetti finanziabili sono i datori di lavoro pubblici e privati, le cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione professionale accreditati, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, le associazioni. La durata massima dei progetti non potrà essere superiore a ventiquattro mesi. Il punto del programma obiettivo prescelto deve essere espressamente indicato a pena di esclusione. Non possono essere presentati progetti da parte delle pubbliche amministrazioni che non abbiano approvato il piano triennale di azioni positive: tale piano deve essere allegato alla domanda presentata. Nel progetto devono essere documentate le competenze specifiche del personale impegnato (in particolare formatori e mentor), rilevabili dai curricula allegati. Per essere ammessi in graduatoria i progetti dovranno ottenere un minimo di 21 punti. I progetti, per concorrere al finanziamento, devono essere inoltrati al Ministero del lavoro.
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