Pari Opportunità nel mondo del lavoro: presentato il progetto

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Avellino – E’ stato presentato questa mattina, lunedì 22 febbraio, presso la Sala Conferenze del Centro per l’Impiego della Provincia di Avellino, situato in via Pescatori n. 97, il progetto “Diritti e pari opportunità nel mondo del lavoro”. Ad illustrare i dettagli dell’iniziativa e gli obiettivi progettuali la Consigliera di Parità della Provincia di Avellino, Dott.ssa Domenica Marianna Lomazzo. Alla conferenza partecipa anche il dirigente provinciale di competenza, Dott. Giancarlo Pirrello. Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a valere sul fondo di cui all’articolo 18 del Dlgs. 198/06, il progetto ha l’obiettivo generale di promuovere la presenza delle donne nel mondo del lavoro, contrastare la discriminazione di genere, favorire l’accesso delle donne alle informazioni e orientarle alla formazione professionale. Infine, incentivare la conciliazione tra vita lavorativa e familiare mediante la promozione di azioni positive.

Il progetto nasce sulla base di alcune valutazioni emerse da indagini e analisi statistiche condotte sia a livello nazionale che locale.

L’Employment Outlook 2007 – il Rapporto annuale dell’OCSE sulle prospettive del mercato del lavoro – registra un freno nella crescita dell’occupazione italiana. Nel 2006, infatti, in Italia c’è stato un aumento dell’occupazione solo dello 0,6% e nel 2007 solo dello 0,4%: ritmi di crescita ben diversi dal resto degli altri paesi dell’Ocse, dove mediamente si segnalano un +1,3% per il 2006 e un +1,1% per il 2007. L’Italia è tra i Paesi ultimi in classifica per la partecipazione delle donne al lavoro: il tasso di occupazione delle donne in Italia nel 2005 era al 45,3%, contro il 56,1% della media Ocse. L’incidenza del part-time sul lavoro delle donne è del 29,2%, e, complessivamente, il lavoro a tempo parziale si rivela per il nostro Paese una scelta molto al femminile: sul totale dei part-time il 78% riguarda le donne, in linea, però ,con il resto dei Paesi europei. Il Rapporto rivela anche che il lavoro temporaneo e flessibile, cresciuto solo in alcuni paesi (Belgio, Italia, Olanda, Portogallo), è un fenomeno molto italiano e riguarda, soprattutto, le donne. Nella nostra provincia la percentuale delle donne disoccupate rimane altissima il 54% sul totale dei registrati quali persone in cerca di lavoro presso i nostri Centri per l’impiego (40.803 donne, 34.655 uomini)

Dall’indagine realizzata nel 2007 dall‘Ufficio della Consigliera di parità della Provincia di Avellino, emerge che la maggior parte degli occupati è costituito da maschi di età compresa tra i 30 e i 39 anni, con titoli di studio relativamente bassi: i laureati sono una minoranza. Solo il 18% delle avviate nel corso dell’anno è costituito da donne, soprattutto di età compresa tra i 30 e i 39 anni, di cui meno della metà con un figlio. Le donne lavoratrici all’interno delle imprese, prese a campione per la suddetta indagine, svolgono sostanzialmente mansioni di segreteria e di addette all’ufficio di amministrazione con l’attribuzione di livelli retributivi più bassi rispetto a quelli degli uomini. Ciò risulta in linea anche con i dati forniti dai Centri per l’impiego. L’esistenza di differenziali retributivi di genere, anche a parità di posizione di lavoro, è un dato che emerge pure in altri settori come quello pubblico. Lo scarto, ai danni delle donne lavoratrici, si crea ancora nel cosiddetto salario accessorio e nelle forme di salario variabile, ma anche nei benefits non economici. La totale mancanza, nelle aziende, di strutture a sostegno dei genitori e l’uso assai limitato di forme contrattuali flessibili e di progetti incentivanti la flessibilità,di asili nido e micro-nidi, rendono difficile la conciliazione dell’impegno lavorativo con la vita genitoriale. Ciò, ovviamente, penalizza principalmente le donne, costrette ad “accontentarsi” di lavori non adeguati alle loro professionalità e capacità. La maternità, non ancora assorbita dal mondo del lavoro, continua a presentarsi difficilmente conciliabile con i meccanismi del mercato del lavoro, tanto che è in crescita il fenomeno dell’abbandono del lavoro da parte delle donne dopo la nascita del primo figlio (una donna su dieci)

Dai dati forniti dai Comuni, nell’ambito della su richiamata indagine, emerge in maniera evidente la carenza di strutture di orientamento e di informazione a supporto delle donne in cerca di lavoro, oltre ad una non sufficiente presenza sul territorio di strutture di orientamento e di informazione a supporto dei giovani. Incoraggianti segnali positivi, però, si possono leggere nei dati dei cinque Centri per l’impiego della nostra provincia. In essi, infatti, si registra un numero di avviate in crescita rispetto all’anno precedente: 10.826 donne nel 2007, il 52% sul totale degli avviati. Nel 2007 l’industria ha assorbito 4.265 donne ,un numero inferiore di unità rispetto all’anno precedente, che era di 8.437 ; in agricoltura sono state assorbite 1.742 donne , un numero sicuramente inferiore di forza lavoro rispetto alle 3.176 unità nel 2006 ,nel settore dei servizi si registra sicuramente l’incremento maggiore, 4.837 unità. In crescita risulta essere tra le donne, anche nella nostra provincia, il ricorso al part-time e agli avviamenti a tempo determinato e, comunque, alle nuove forme di flessibilità. Spesso il ricorso alle forme flessibili ,da parte delle donne ,risulta essere non una scelta maturata, ma la “condicio sine qua non” per poter lavorare, ed in questo si registra la discriminazione maggiore rispetto agli uomini. Dalle elaborazioni effettuate emerge, quindi, che l’accesso ai posti di lavoro meglio remunerati risulta ancora precluso alle donne, determinandosi così una maggiore loro presenza in settori e professioni di minore retribuzione e con un inquadramento contrattuale più precario rispetto a quello degli uomini, che risultano essere occupati in maniera più massiccia con contratti a tempo indeterminato.

Un fenomeno di spiccato dinamismo, però, ha interessato, negli ultimi anni, l’imprenditoria cosiddetta “al femminile”, intendendosi con tale definizione tutte le imprese con titolari donne o in cui sia ravvisabile una presenza preponderante (maggiore del 50%) di donne tra i soci o gli amministratori. Per quanto la netta maggioranza delle imprese femminili sia costituita da ditte individuali, è, però, in crescita la quota di imprese che decidono di avviare la propria attività adottando una formula organizzativa più complessa come imprese collettive, società di capitale, di persone e cooperative. Per quanto riguarda le attività economiche scelte dalle donne, pur continuando a registrarsi una forte presenza di imprese femminili nel settore dell’agricoltura – inteso nella sua nuova veste di impresa polivalente con un ruolo strategico di sviluppo rurale e ambientale e del territorio – la presenza delle donne ha inciso profondamente in termini di apporto per lo sviluppo locale. Determinante, inoltre, risulta essere l’imprenditoria femminile nel settore del terziario, in particolare quello del commercio al dettaglio, dove si evidenzia la crescita assoluta più rilevante delle imprese femminili nell’ultimo anno; crescono anche le imprese turistiche (alberghi e ristoranti), le attività ausiliarie all’intermediazione finanziaria e le attività manifatturiere. Da rilevare l’incremento delle attività ricreative, culturali e sportive, anche per effetto delle norme di incentivazione, che in modo particolare privilegiano tali iniziative. Tra le motivazioni, che determinano la nascita di imprese dirette da donne, ci sono sicuramente la necessità di lavoro e la possibilità di ricorrere a finanziamenti, quali in particolare quelli della legge 215/1992. Significativa risulta, inoltre, essere la presenza della popolazione immigrata nella nostra provincia, in prevalenza donne, molte delle quali vanno sicuramente a gonfiare il lavoro sommerso.

I DATI – I dati dei Centri per l’Impiego della Provincia di Avellino per l’anno 2008 evidenziano in linea generale la persistenza di una percentuale superiore di disoccupazione femminile rispetto a quella maschile. Infatti, le iscrizioni ai Centri per l’Impiego ammontano a 35.031 per gli uomini (46%) e 41.086 per le donne (54%). Da un ulteriore screening dei dati, si possono trarre due considerazioni. La prima è che il numero più alto di iscrizioni delle donne è quella delle over 30. Mentre, rapportando il dato a quello maschile, risulta che la fascia di età compresa tra i 25 e i 29 anni fa registrare una maggiore incidenza di iscrizioni femminili. Dai dati raccolti emerge altresì che gli avviati all’occupazione sono in prevalenza uomini (61%, corrispondente a 12.509 unità) su un totale di 20.381 unità. La nuova occupazione varia a seconda della tipologia di contratto di lavoro. Nel part-time, ad esempio, su un totale di 1.738 avviati, il 60% è rappresentato da uomini. Per il tempo indeterminato, su 3.413 avviati, 1.356 sono donne (40%). Per il contratto a termine (che risulta con il maggior numero di avviati, 6.239) sale l’incidenza femminile: 2.651 sono donne (43%) mentre la restante parte è rappresentata dagli uomini (3.588). Duemilaquattrocentodieci donne laureate, 13.740 diplomate, 19.033 con il possesso della scuola elementare. E’ questo l’identikit curriculare delle donne in cerca di occupazione in provincia di Avellino nel 2008. “Sono dati allarmanti – spiega la consigliera di parità, Domenica Marianna Lomazzo – sia per quel che concerne le donne laureate che non riescono dopo numerosi sacrifici a trovare occupazione, sia per coloro le quali hanno un profilo meno professionalizzato e sono dunque poco appetibili”. “E’ fondamentale – aggiunge Lomazzo -, soprattutto con l’acuirsi della crisi economica, fare orientamento e tutoraggio per aiutare le donne a conoscere gli strumenti governativi e regionali a cui possono fare riferimento per migliorare il proprio rapporto con l’universo occupazionale. Per questo, però, occorre uno sforzo comune anche da parte delle associazioni datoriali e sindacali”.

GLI OBIETTIVI – A fronte di tali premesse, e in considerazione del subentrare degli anni neri della crisi economico, ma anche di novità normative in tema di pari opportunità (come il recepimento della direttiva 2006/54 CE), il progetto “Diritti e pari opportunità nel mondo del lavoro” si prefigge i seguenti obiettivi quali promuovere la presenza delle donne nel mondo del lavoro, sia dipendente che autonomo, attraverso una dettagliata informazione sugli strumenti posti in essere dal Governo centrale, regionale e provinciale e volti a favorire l’occupazione delle donne, contrastare la discriminazione di genere attraverso una informazione sulla legislazione esistente volta a promuovere il contrasto della discriminazione sia per l’accesso nel mondo del lavoro sia per le discriminazioni che possono verificarsi durante il rapporto di lavoro, favorire l’accesso delle donne alle informazioni ed ai servizi offerti dalle strutture esistenti sul territorio provinciale, regionale e nazionale, orientare le donne verso una formazione professionale che risponda alle esigenze del mercato del lavoro locale, incentivare la conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro attraverso la promozione di progetti per le azioni positive.

GLI STRUMENTI – Per il raggiungimento di essi, sono previste azioni specifiche a corredo del progetto quali svolgere attività di informazione sulla normativa in materia di: politiche del lavoro e pari opportunità, con particolare attenzione al contrasto delle discriminazioni di genere nell’accesso al lavoro e sui luoghi di lavoro; strumenti per promuovere lavoro autonomo, autoimpiego e imprenditorialità di genere, con la previsione di un’attività di tutoraggio per le donne orientate verso questi percorsi; sostenere progetti di azioni positive e iniziative per la conciliazione vita/lavoro, supportando le aziende nella promozione di progetti di flessibilità dell’orario di lavoro; raccogliere dati disaggregati per genere e produrre materiale informativo; promuovere progetti di orientamento e di formazione in sintonia con le esigenze del mercato del lavoro locale.

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