Avellino – Il 2007 è l’‘Anno europeo delle pari opportunità per tutti’. Trecentosessantacinque giorni dedicati alla lotta contro le discriminazioni basate sul genere, sulla razza, sull’origine etnica, sulla religione, sulla diversità di opinione, sulla disabilità, sull’età, sugli orientamenti sessuali. Quattro nello specifico i temi di quest’anno: i diritti; la rappresentanza; il riconoscimento; il rispetto. L’iniziativa, promossa dal Consiglio e dal Parlamento europeo, è tesa a rendere tutti i cittadini più consapevoli del proprio “diritto di godere di un uguale trattamento e di vivere una vita libera da qualsiasi discriminazione”. Come anche a far discutere e riflettere sui benefici delle diversità nell’Unione stessa. Quindici i milioni di euro stanziati per finanziare, tra le altre iniziative, una campagna di informazione su scala europea, un sondaggio di Eurobarometro sui temi legati alla discriminazione e un ‘Summit sulle pari opportunità’. Ma passiamo alla scala locale. Il Comune di Avellino, che vede la delega assegnata appunto a una donna, l’assessore Mirella Giova, punta a quattro obiettivi: rinnovare il Cpo, il Comitato Pari Opportunità; rinnovare il Piano triennale delle Azioni positive, al fine di permettere la partecipazione a bandi e di mettere in moto la progettazione; istituire la Commissione paritetica per il contrasto al mobbing; e l’istituzione di un Osservatorio sulle Pari opportunità, non solo di genere. Insomma, Piazza del Popolo mira, anche attraverso la redazione di un documento sulle pari opportunità e a monte di una serie di incontri interlocutori e programmatici, a ‘svecchiarsi’ mettendo al passo con i tempi organismi interni e strumenti ormai obsoleti. Per questo necessari sono i passaggi tra gli attori della materia: amministratori, parti sociali e volontariato.
A tale riguardo, lo scorso 4 ottobre fu indetta una riunione sull’istituzione, appunto, dell’Osservatorio per le Pari opportunità con rappresentanti politici e sindacali. Ma l’incontro non ha avuto luogo. Alcuni rappresentanti delle parti sociali invitati al tavolo avrebbero infatti fatto venire meno la propria presenza adducendo, a quanto pare, a motivo la non condivisione delle due posizioni ‘equidistanti’ che vedono attualmente contrapposti l’assessorato comunale e la presidenza della Commissione consiliare, guidata da Ernesto Di Cicilia, di recente passato ai banchi dell’opposizione. Sulla questione, il capogruppo dei Ds Sergio Barbaro è intervenuto sostenendo che così facendo “è venuto a mancare un contributo che poteva essere importante e prezioso. Un momento di partecipazione per avere prospettive comuni”. Barbaro precisa, tenendo fuori la polemica: “Non abbiamo bisogno di persone che promuovono iniziative parallele a quelle dell’amministrazione. Ma non servono neanche le polemiche perché favoriscono solo comportamenti strumentali che confondono i livelli istituzionali. Tuttavia si deve pur distinguere e rispettare la competenza di un assessore che fa bene il suo lavoro”. (di Antonietta Miceli)
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