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Paolisi – Pianodardine, la Filca Cisl: “Persi 63 miliardi di lire”

“La Valle Caudina attende ormai da anni il completamento di una strada che la inserirebbe nel circuito dei collegamenti veloci, con una ricaduta non soltanto per i Comuni interessati quanto per gli insediamenti produttivi che si vedrebbero collegati ad un sistema viario capace di sopperire ad emergenze di scambi e di trasporti celeri e razionali su gomma”. La riflessione parte dalla Filca Cisl che sollecitata dalle istituzioni del comprensorio, invita Regione e Provincia a prendere le necessarie misure. “Finora – spiega Mario Melchionna – i Piani di Insediamento produttivi sono rimasti isolati per mancanze infrastrutturali: la strada Paolisi-Pianodardine rappresenta un motivo di sviluppo. Tuttavia da troppi anni è stata investita di ritardi e, non ultimo, da un fermo dei lavori risalente a gennaio del 2003 per opera del Tar della Campania che, accogliendo un ricorso del WWF, annullava le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dai Comuni e autorizzate dal Ministero per i Beni Culturali. Uno stop costato 63 miliardi delle vecchie lire”. Dopo quasi tre anni l’asse non è entrato ancora a far parte della programmazione regionale e provinciale. “Se la Regione Campania allora espresse parere favorevole sull’impatto ambientale, consentendo all’Asi di avviare l’opera, ora perché non inserisce nelle opere da finanziare i due lotti conclusivi dell’asse attrezzato? La Filca Cisl – continua Melchionna – guarda con preoccupazione lo sblocco di un contenzioso tanto inutile quanto dannoso per l’economia irpina. La provincia di Avellino necessita di un sistema viario a scorrimento veloce, efficace allo sviluppo delle aree industriali, alla comunicazione intercomunale e alla più ampia rete dei principali assi viari. È inconcepibile l’ipotesi di sviluppo senza una adeguata rete di infrastrutture primarie. Il raddoppio della galleria Pavoncelli, il completamento della strada Fondo Valle Tre Torri, la Lioni-Grottaminarda aspettano ancora il loro completamento”. Il rischio ora è quello di perdere i fondi. “Se entro il 31 dicembre l’opera già progettata non entrerà nella programmazione perderà il finanziamento. L’ennesimo spreco di risorse pubbliche e il definitivo epilogo delle aspettative del territorio”.

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