![]()
Le aquile intanto si godono il meritato riposo dopo la vittoria in un match che ha regalato forti emozioni a quanti a fine partita hanno applaudito la squadra. Questa la cronaca.
PRIMO SET- In campo si affrontano i sestetti collaudati. Parte subito forte il Bari che con Fiore (migliore dei suoi) scava in battuta un bel vantaggio (2-8). Gallotta soffre in ricezione e cede il posto a Zaccaria, il giovane di Sant’Angelo a Scala con due ace ricuce il gap e dà la carica, ma al secondo time out tecnico Avellino insegue ancora (14-16). La svolta è firmata Gallotta: il martello dopo aver ripreso fiato in panchina rientra sotto rete con voglia di riscatto, è suo il punto del sorpasso (22-21). A portare a termine la rimonta ci pensano i centrali: Minenna in giornata di grazia alza barricate a muro, Cuomo realizza in veloce, e Beltran appone il sigillo sbarrando la strada al pari ruolo Di Fino per il 25-22 finale.
SECONDO SET- L’avvio è equilibrato e la gara ristagna in una prolungata serie di errori da ambo le parti (8-7). Mister Nacci prova a scuotere i suoi inserendo Carella per Di Fino che però non riesce a far meglio, anzi, due attacchi sbagliati del nuovo opposto incrementano il vantaggio avellinese(17-14). I padroni di casa non mollano più la presa e con precisione in battuta fanno soffrire il palleggiatore Laterza arrivando fino in fondo senza difficoltà 25-19.
TERZO SET- I pugliesi sotto per 2-0 pescano a piene mani dalla panchina: Nacci sposta Fiore nel ruolo di opposto e schiera in banda capitan Minafra. Una mossa che produce i suoi effetti, almeno inizialmente (4-8). Sembra arrivata l’ora della riscossa pugliese quando gli ospiti allungano 11-17, ma è solo apparenza. La scossa che riaccende la voglia di vittoria irpina è un fantastico muro, uno contro uno, di Coscione su Rinoldo (13-17). Avellino ci crede, Bari ci mette del suo sbagliando più del dovuto. Quando sul 21 pari anche un esperto come Minafra manda fuori il servizio s’intuisce che l’impresa è vicina. Un’impresa firmata neanche a dirlo dal capitano di mille battaglie, Marolda mette a terra l’ultimo punto imponendosi come top scorer dei suoi (14 punti).