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Tutti i partecipanti al XIII Palio della Botte
I figuranti della Corte
Principe di Avellino – Dario Bavaro
Principessa – Cristina Negrone
1° coppia – Luca Caputo e Donatella Donatelli
2° coppia – Antonio Piroli e Federica Piroli
3° coppia – Umberto Perrotta e Rita Perrotta
Gran cerimoniere – Carmine Sena
Portastendardo – Gerardo Tancredi
Armigero – Antonio Esposito
Portapalio – Genny DAvidde
Giullare – Mario Esposito
Guardie – Mario Zuzolo e Lino Sena
Portachiavi – Antonella Boccella
Priore – Pietro Preziuso
I Signori e le Dame delle Contrade, i figuranti
Tuoppolo: Sergio Guerriero, Patrizia Roca – Simone D’Argenio e Enza Pellecchia
Parco del Principe: Fabrizio lo Gatto, Patrizia Andreotti – Armando Bello, Monica CArotenuto, Giuseppe Canisto, Giuseppe Fico
Porta Puglia: Raffaele Nannino, Petracca Antonella – Nicola Boccella, Antonella Boccella, Roberto Alberini, Antonella Boccella
Porta Beneventana: Antonio Petrozziello, Silvana Romagnuolo – Matteo Perrotta, Marianna Tangredi, Armando Fiore, Giuseppe Del Mastro
Porta Napoli: Cucciniello, Cucciniello – Grazia De Girolamo, Carmela Petrillo. Michele Dello Russo, Filomena Marinella
I bottaioli
Tuoppolo
Luigi Filippuzzi
Tonino D’Argenio
Giovanni Di Nardo
Francesco Adesso
Aniello Galeotafiore
Parco del Principe
Daniele Polimero
Mauro Gaeta
Gianluca Picardi
Carmine Picardi
Bellezze
Giuseppe Iodice
Carlo Alvino
Gerardo Serino
Antonio Cucciniello
Porta Puglia
Antonio Floriano
Giuseppe Loffredo
Alessio Di Iorio
Lazzaro Iandolo
Porta Beneventana
Alfonso Tangredi
Antonio Tangredi
Marco Tangredi
Luigi Del Gaudio
Porta Napoli
Costantino De Cunzo
Cosimo Romagnuolo
Antonio Galeotafiore
Mario Quaresima
I bambini in gara
Parco del Principe
Antonio Gambino
Aurelio Iandolo
Cristiano Festa
Alessio Cristiano
Tuoppolo
Francesco Oliviero
Alessio Candela
Matteo Oliva
Umberto Uva
Porta Puglia
Giuseppe Ingenito
Luca Tortoriello
William Puppo
Antonio Uva
Terra
Davide Picariello
Federico Di Salvatore
Giulia Di Salvatore
Alessio Pirolo
Porta Napoli
Michele Dello Russo
Filomena Marinella
Carmen Petrillo
Raffaella Petrillo
Porta Beneventana
Jessica Picariello
Mattia Tornatore
Veronica Picairello
Bellezze
Armando Iannaccone
Andrea D’aGostino
Emanuele Guarino
Giacomo Casanova
I Bottaioli
Tuoppolo
Sergio Guerriero
Il Palio della Botte. Notizie storiche
La tradizione del Palio della botte risale alla seconda metà del 1500. Il Palio e’, secondo una tradizione orale, una antica gara che i tinai e bottari facevano alla fine del 1500, lungo la via delle Puglie. Si facevano rotolare pesanti botti di legno lungo la salita dell’antica strada anche per provare e dimostrare la qualità del manufatto. La manifestazione, riportata in auge da Don Emilio Carbone parroco della storica chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, rievoca due eventi: l’arrivo in città dei principi Caracciolo e il miracoloso ritrovamento, in località Tuoppolo, di un affresco raffigurante la Madonna di Costantinopoli che tutt’oggi raccoglie la devozione di tantissimi avellinesi. La gara consiste nel far rotolare una botte di circa 2 quintali, spingendola solo con un bastone di ferro ricurvo attraverso Corso Umberto I, ad Avellino, a partire dalla chiesa di Monserrato (Porta Puglia – Casino del Principe) fino alla fontana di Bellerofonte (oggi detta “dei tre cannuoli”) per un totale di circa 600 metri tutti in salita.
Tra storia e tradizione
Secondo una antica tradizione orale, nel corso Umberto I (già via Costantinopoli, antica strada di estrema importanza storica di collegamento e di raccordo per le zone interne e la Puglia), sembra si svolgesse una gara detta “della botte”. La dovizia dei particolari di tale gara spinge ad andare oltre la semplice tradizione orale. Probabilmente questa gara di sicuro significato popolare è stata fatta saltuariamente e comunque rimaneva appannaggio del “popolino” e tale da renderla poco importante se non secondaria e insignificante rispetto alle grandi e sontuose feste sia religiose che civili che si svolgevano nel centro storico e nel castello di Avellino (si ricordano le feste seicentesche nel Castello). Sappiamo che la gara “della botte” si svolgeva a partire dalla chiesa di Monserrato (Porta Puglia – Casino del Principe) e si snodava fino alla fontana di Bellerofonte, oggi detta “dei tre cannuoli”. I rappresentanti delle varie contrade della città, nonchè gli artigiani del posto si sfidavano facendo rotolare in salita una botte di circa 2 ql. utilizzando esclusivamente un bastone di ferro. Sappiamo, inoltre, che tale gara fu realizzata per festeggiare l’arrivo dei Caracciolo ad Avellino, e per celebrare il ritrovamento dell’affresco della Madonna di Costantinopoli in contrada “Tuoppolo”. Una riscoperta dell’epoca rinascimentale e cortigiana che si viveva nelle sontuose stanze del Castello, nella dimora dei Caracciolo. La sfilata della corte, con in testa il Principe e la sua famiglia, arricchita dalla colorata presenza dei figuranti, e le rappresentazioni delle sette contrade, attualizzate nelle sette circoscrizioni cittadine, tendono a risvegliare, negli avellinesi, l’interesse per la tradizione e il sopito senso di appartenenza ad un rione o a una contrada, non come sterile e vuoto campanilismo, ma come momento forte della propria identità all’interno di una comunità cittadina. Del resto, la storia di Avellino ha scritto le sue pagine più fulgide, per cultura e civiltà, proprio nei due secoli e mezzo del dominio della famiglia Caracciolo. Ed il Palio della Botte, che va in scena lungo via Costantinopoli, è la rappresentazione di quei prìncipi, del loro illuminato governo, della loro munificenza per rendere più bello ed accogliente il centro cittadino, dove la testimonianza di questa lunga e fattiva presenza è ancora ben visibile nel Palazzo della Dogana e nell’omonima piazza, nella Torre dell’Orologio, nella Fontana dei Tre Cannuoli di via Costantinopoli e nella Chiesa del Carmine, in via Triggio, vero gioiello dell’architettura del Seicento, scelta dall’augusta famiglia per seppellire i propri corpi. A quel tempo, oltre al marmo e al piperno, alle tele e alle splendide costruzioni, la città conosce lo sviluppo del commercio e delle arti. La lana e i panni di Avellino viaggiano lungo la strada Regia e approdano nei centri vicini. I cereali, la farina e il grano passano dalle Puglie a Napoli, via Avellino. Ciò contribuisce ad incentivare le attività molitorie e commerciali da Porta Puglia a Porta Napoli. E in questo clima di laboriosità si distinguono gli artigiani più capaci. Fabbricanti di carri e carrozze, maniscalchi e arrotini, ottonai e ramai, sediolari e canestrai, fabbri e scalpellini, maestri artigiani di gran valore. I maestri bottai di Avellino sono degli eccellenti artisti delle doghe, riconosciute nei paesi finitimi. E proprio all’attività dei maestri bottai si può attribuire l’origine dell’odierno Palio, che rievoca magistralmente il loro impegno nelle fiere e nei mercati nel presentare i prodotti, solidi e indistruttibili, e perciò sottoposti a dure prove, come il forzato rotolamento su strade sconnesse e acciottolate.