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Palazzetto negato alle ginnaste di Avellino: 200 atlete costrette a trasferirsi fuori provincia

Il Palazzetto dello Sport “Giacomo Del Mauro” chiude le porte alla ginnastica ritmica. Il caso, sollevato da Antonella Festa — candidata alle amministrative nella lista del Movimento 5 Stelle, nonché madre di un’atleta — riguarda l’ASD GymArt, storica associazione che da oltre un quarto di secolo rappresenta un’eccellenza del territorio avellinese.

Sotto la guida di Rita Paglialonga, la GymArt è diventata un punto di riferimento per circa 200 famiglie, collezionando negli anni titoli regionali e nazionali. Il cuore pulsante dell’attività è da sempre il saggio di fine anno: un evento che da oltre 15 anni trasforma il Palazzetto in un teatro da 2.000 spettatori, con lunghe file e un calore popolare che coinvolge generazioni di avellinesi. Quest’anno, però, la tradizione si interrompe bruscamente.

Nonostante – fa sapere Antonella Festa – la data del 21 maggio fosse già stata oggetto di un accordo con le altre società sportive e l’impianto risultasse libero, Palazzo di Città ha gelato le aspettative delle atlete. In una nota ufficiale — firmata dal dirigente del Settore Sport, Dott. Francesco Tolino, e dalla Responsabile della gestione del Patrimonio, Arch. Alfonsina Cornacchia — l’Ente ha comunicato che per l’estate 2026 non verrà rilasciata alcuna autorizzazione.

Secondo il documento, la struttura sarà riservata esclusivamente agli allenamenti e alle gare di regular season e post season fino al 30 giugno 2026 per le società: Avellino Basket, SS Felice Scandone, Sandro Abate Five Soccer e SCSD Vision Sports. A questo si aggiunge l’utilizzo dell’impianto da parte dell’Università degli Studi di Salerno e del CUS Salerno ASD, in modo non esclusivo dal 15 giugno e in forma esclusiva dal 18 luglio al 1° agosto 2026.

Il Comune ha suggerito come alternative il Teatro Carlo Gesualdo e l’ex Eliseo, ma per la GymArt le proposte sarebbero impraticabili. Se per realtà più piccole (70-80 atlete) non si è creato il problema, i numeri della storica associazione hanno reso difficile il raggiungimento di una soluzione in loco. Il risultato è una scelta drastica e amara: trasferire il saggio fuori provincia, presso il palazzetto di Benevento.

«È una situazione assurda — denuncia con fermezza Antonella Festa —. Un impianto pubblico non può essere sottratto alla comunità con provvedimenti che appaiono immotivati. Parliamo di bambini e famiglie che subiscono un danno concreto». I disagi logistici sono pesanti: spostare l’evento significa costringere genitori, nonni e anziani a una trasferta fuori provincia, riducendo inevitabilmente la partecipazione. «Ci stanno cacciando da casa nostra — conclude Antonella Festa —. A questo punto, non ci resta che chiedere asilo politico alla provincia di Benevento».

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