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Pala Del Mauro tutto esaurito: arriva la capolista

Avellino ci riprova. A due stagioni dal trionfo targato Boniciolli-Zorzi è ora coach Pancotto a cercare l’impresa contro i campioni di Siena. Il tecnico di Porto San Giorgio è l’amuleto a cui si affida la Scandone: dopo Repesa è l’unico ad aver mandato knockout più di una volta la Siena di Pianigiani. Nel 2006 alla guida della Snaidero Udine e poco più di otto mesi fa quando sedeva sulla panchina della Fortitudo. Pancotto, croce e delizia dei toscani, nella carriera dell’attuale allenatore dell’Air, c’è infatti la promozione in A dell’ Olitalia Siena. Fu l’apertura di un ciclo di quattro stagioni nella città del palio: dal 1993 al 1997. In campo però, non vanno né la cabala, né i precedenti (toscani avanti 7-2 al Del Mauro) e Siena, salvo pochi, mirati innesti è ormai un gruppo collaudato da anni. La partenza di Kaukenas ha per un attimo fatto vacillare le ambizioni dei verdi, ma gli arrivi di Zisis, Hawkins ed in ultimo quello di Marconato, consegnano al coach senese un roster estremamente completo e competitivo per il doppio impegno Italia-Eurolega. L’Air da allora ha cambiato forma e colore. Da “Green” a “Brown”, la stella dei biancoverdi d’Irpinia è ora l’ex Maccabi. Ambizioni e roster rinnovati, dopo un anno di transizione.
LA GARA IN CIFRE – La capolista Montepaschi, imbattuta in campionato, contro la seconda in classifica, sorpresa di quest’inizio stagione, l’Air Avellino: al Pala Del Mauro si sfidano le squadre migliori della prima parte del campionato. I senesi si apprestano ad una nuova cavalcata trionfale, ma prima c’è da sbrigare la pratica Air. I verdi di Toscana primeggiano in molteplici voci statistiche: prima difesa, primi per valutazione, nella percentuale da due, nei tiri liberi e nelle palle recuperate. Dall’altra parte Avellino, forte della terza miglior difesa del campionato, cercherà di ottenere il massimo da ognuna delle sue componenti. L’efficacia a rimbalzo della coppia Troutman-Szewczyk, i punti del backcourt americano Brown-Nelson e l’apporto dalla panchina di Lauwers, se confermati, potranno essere numeri pesanti nell’economia del match.
I TEMI TATTICI – Quando affronti Siena, la coperta finisce quasi sempre con l’essere decisamente corta. Si può pensare di limitare il pick and roll McIntyre-Eze aspettando il lungo all’altezza della lunetta, ma come far fronte alle situazioni di pick and pop che possono scaturire dal gioco perimetrale di due come Ress e Lavrinovic? Compito arduo sia per i lunghi di casa, che per gli esterni, a cominciare da Nelson e Lauwers. Un altro punto chiave sarà la difesa sul lato debole di Hawkins e sulla sua attitudine nel giocare spalle a canestro quando sulla sua strada si frappongono avversari più leggeri. L’ex Roma e Milano ci ha però abituati a prestazioni altalenanti: per la serie “Se non sento odore di play-off, non ho stimoli”. L’anello debole può essere Stonerook. Quest’ultima è un’affermazione che rende da sola la complessità del piano partita che dovrà stilare Pancotto. Shaun spesso viene “battezzato” e lasciato libero di tirare dall’arco, in virtù di un tiro da tre non sempre affidabile. E’ una strada da perseguire, perché i suoi errori potrebbero aprire il campo alle transizioni dei lupi. Se anche il riccioluto ex Cantù dovesse metterla con costanza, per la Montepaschi risulterebbe tutto più facile. La panchina iperlunga dei campioni d’Italia permette anche scelte ibride, con Sato in posizione di ala forte oppure con McIntyre e Zisis contemporaneamente sul parquet. Il greco è un altro dei volti nuovi di questa stagione, l’anello di congiunzione tra due modi di intendere il playmaker: ragionatore, passatore, ma anche ottimo realizzatore. Ha già conquistato il tricolore nel 2006 con la maglia di Treviso e torna in Italia dopo la fruttuosa esperienza al CSKA. Chiudono un roster senza fine Henry Domercant ed i minuti di sostanza e qualità di Marco Carraretto.
QUI SIENA – I campioni d’Italia sono reduci dalla pesante sconfitta nel match di giovedì scorso contro il Barcellona. Una sfida dal finale difficilmente pronosticabile, un – 19 casalingo che ha momentaneamente ridimensionato il collettivo di Pianigiani in ottica eurolega. L’entorouge dell’Air sarà sicuramente rimasto incollato al televisore, perché avere la possibilità di studiare i punti deboli di Siena tutti in una volta è un’opportunità a dir poco unica. Avellino, anche se non può contare su giocatori del calibro di Navarro, mvp della passata edizione di Eurolega, e su lunghi moderni, atletici e tecnici allo stesso tempo come Vazquez e Ndong, può senz’altro trarre più di uno spunto dalla gara contro i blaugrana. Siena, così come l’Air, ha dimostrato di soffrire enormemente contro una difesa forte e ben organizzata, una difesa che ha obbligato i toscani a tante, troppe ed insolite forzature. Nonostante ciò, McIntyre e compagni hanno tenuto botta fino a metà del terzo quarto, affidandosi quasi totalmente a soluzioni individuali, che testimoniano la bontà dei singoli indipendentemente dal sistema di Pianigiani. Tra le noti dolenti, c’è sicuramente il rendimento di Lavrinovic, ancora alle prese con il fastidioso problema alla schiena che lo affligge ormai da tempo. Appuntamento a domani (ore 18,15 con diretta su Sky Sport 2), arbitreranno i signori Paternicò, Chiari e Begnis. (di M. Roca).

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