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PA: Decreto Sacconi-Brunetta – Parte l’opposizione dei sindacati

Avellino – “Il Parlamento sta per convertire in legge il decreto 112/2008 e a detta del Governo, il decreto che porta il nome del ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico, semplificare e razionalizzare l’organizzazione amministrativa e restituire potere d’acquisto alle famiglie. Ma secondo noi alcune delle norme che le Camere stanno per approvare intaccheranno pesantemente i diritti e le tutele dei lavoratori italiani”. Ad esprimere scetticismo sulla cosiddetta ‘manovra d’estate’ è la CGIL FP Avellino attraverso la responsabile Funzioni centrali, Marika Borrelli. L’organizzazione sindacale, in tal senso, assieme a CISL FPS e UIL PA, ha intrapreso una campagna di informazione nei confronti dei lavoratori dalle pubbliche amministrazioni e dei cittadini sulle ricadute nefaste del decreto legge 112 Brunetta-Sacconi. “Come è noto – avverte Borrelli – se non si interviene nei prossimi 30 giorni, ci sarà la conversione in legge”. Tra le disposizioni, a suscitare la preoccupazione dei sindacati sono: “I fortissimi tagli salariali, in particolar modo quelli legati alla produttività di alcuni enti fondamentali: INPS, INAIL, INPDAP. Per i prossimi tre anni, inoltre, vi saranno tagli per il 20% e poi per il 10% a scalare sul salario già ridotto. I tagli riguardano indistintamente tutte le funzioni centrali, ma oltre al danno economico, vengono intaccati diritti conquistati dai lavoratori con anni di lotte (dalla legge 88/89 sulla produttività, passando per il famosissimo decreto legislativo 29/93 sulla privatizzazione del pubblico impiego). Vengono introdotte misure restrittive (ed anche incostituzionali, a parere dei sindacati) sulla certificazione della malattia, sul pensionamento, sulla fruizione dei benefici della legge 104 (tutela dell’handicap), sull’ottenimento del part time. E ai danni di questo decreto vanno aggiunti quelli previsti dal DPEF per il 2009″. Insomma, per la Cgil si tratta di vere e proprie azioni discriminatorie del diritto al lavoro: “Un insieme di misure inaccettabili – sottolinea la responsabile Borrelli – che riducono la funzione dell’intervento pubblico, fino a bloccarlo. E’ come se il Governo individuasse nel lavoro pubblico e nell’estensione dell’intervento della pubblica amministrazione l’unico responsabile di quanto oggi non funziona. Sulla parte economica, inoltre, il decreto taglia pesantemente le retribuzioni dei dipendenti pubblici, quelle definite con il contratto nazionale. E la fissazione dell’inflazione all’1.7 per cento a fronte di un tasso del 3.8 significa una riduzione di stipendio di circa 40 euro mensili, senza pensare ai tagli nella contrattazione integrativa. La CGIL ritiene pertanto sbagliato, inadeguato e da modificare profondamente il piano triennale della manovra finanziaria. Un’operazione – aggiunge – impostata prevalentemente sui tagli alle spese e che colpisce in modo consistente i servizi sociali, rischiando di peggiorare la condizione di tante famiglie. Non fornisce, poi, pur nell’ambito dell’obiettivo del pareggio di bilancio, alcun sostegno alla domanda interna nè da la necessaria risposta alla riduzione della pressione fiscale ai lavoratori ed ai pensionati come proposto con la piattaforma unitaria sul fisco”. Nel mirino anche il metodo, ritenuto: “preoccupante perchè limita ruolo di Parlamento e delle parti sociali e non tiene conto delle regole relative al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro”. Per questi motivi Cgil, Cisl e Uil stanno organizzando una serie di assemblee nei posti di lavoro delle funzioni centrali (INPS; Agenzia delle Entrate, Prefettura) e domani 17 luglio, a Napoli, la CGIL organizzerà un attivo delle funzioni centrali di livello regionale con la presenza di Alfredo Garzi della Segreteria nazionale CGIL FP.


IL COMMENTO

Per far chiarezza di roberto
Quantifichiamo: Un dipendente INPS per il 2009 vedrà la propria retribuzione tagliata di circa il 20% (- 5000 euro lordi per abolizione art.18 l.88/89 e – 1000 euro per il taglio degli incentivi ordinari). Tutti finanziamenti per l’attuazione di piani di produttività quali recupero evasione contributiva, diminuizione dei tempi di liquidazione di pensioni e indennità. Intanto è stato tolto il tetto agli stipendi dei manager di stato. Sono questi i Robin Hood al Governo?


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