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Una fotografia che solo oggi, grazie al lavoro e alla passione di tre studiosi, vede la luce. Il manoscritto – redatto nella lingua del tempo e a tratti in un latino difficilmente comprensibile – è stato scovato da Francesco Rubino presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, cui fu donato dal nipote dell’autore. A tradurlo ci hanno pensato, oltre allo stesso Rubino, il preside Angelo D’Italia ed il professore Eugenio Renna. Un lavoro paziente e minuzioso, reso complesso anche al precario stato di conservazione del volume. Ne è venuto fuori un affresco del piccolo comune della Media Valle del Calore al tempo del Regno delle due Sicilie. Un periodo di ‘tregua’ tra i moti del 20-21 e quelli, ben più poderosi, che scoppieranno nel 48.
Il volume è stato illustrato presso la sede dell’Associazione culturale ‘Fontanarosa Comunità’ fondata dal professor Giuseppe Zollo, alla presenza dei curatori, del parroco Don Pasquale Iannuzzo e del sindaco Flavio Petroccione, che dell’associazione è presidente. Cento pagine ricche di notizie e dati. Si parte dall’origine di Fontanarosa per arrivare a descrivere costumi e morale dell’ottocento. Capitolo nel quale Coluccelli, Vicario-Economo dell’Arcipetrura di Fontanarosa dal 1832 al 43, non è certo tenero verso i suoi concittadini, soprattutto per quatto riguarda il rapporto con la Chiesa e i suoi ministri: i fontanarosani, infatti, hanno un sentimento religioso intriso di pregiudizi e ignoranza, dove il pudore non esiste. “Il linguaggio comune- si legge nel testo- è quello della bestemmia e della indecenza di parole vomitate in ogni istante. Contagio nefando che si è comunicato pure alle donne”. E poi continua “… quando è corrotto il cuore, i detti e le azioni da bordello si fanno comuni”.
Questo è solo un assaggio, il libro è pieno di spunti di riflessione ed è disponibile presso l’associazione e le edicole del comune. il ricavato sarà devoluto alla Lega Italiana per la lotta contro i Tumori. Nel corso della presentazione da tutti i relatori è arrivato l’auspicio affinché questo lavoro di ricostruzione storica possa continuare e magari diventare una collana. Altri sono, infatti, i manoscritti che attendono di essere tradotti per rivelare quel passato sempre capace di consegnare la chiave che apre le porte all’interpretazione del presente.