Oggi, 28 febbraio 2026, ricorre il 64° anniversario della morte di Osvaldo Sanini, poeta e giornalista genovese che nel 1941 fu internato a Grottaminarda dal regime fascista. Una figura colta che la comunità continua a ricordare con rispetto e gratitudine.
Nel 2025 l’Amministrazione comunale ha scelto di ricollocare la targa commemorativa del 1979 in Largo Sedile, sull’abitazione in cui Sanini visse fino al 1962, nonostante il suo periodo di confino fosse terminato già nel 1942. L’iniziativa ha visto una partecipazione sentita da parte degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “San Tommaso d’Aquino” e dei cittadini che ebbero modo di conoscere personalmente l’intellettuale.
Per il 2026, l’intento è quello di compiere un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione della sua memoria: l’istituzione di un Concorso Letterario dedicato a Osvaldo Sanini, pensato per coinvolgere in modo ancora più diretto i ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo. Un progetto che mira a custodire e trasmettere alle nuove generazioni la storia, i valori e l’eredità culturale di un uomo che ha saputo trasformare un’esperienza di privazione in un dialogo profondo con la comunità che lo accolse.
«Il Comune di Grottaminarda – spiega la Delegata alla Promozione delle Attività Culturali, Marilisa Grillo – in collaborazione con l’Istituto Omnicomprensivo San Tommaso d’Aquino, intende indire la I^ Edizione del Concorso letterario “Osvaldo Sanini” per diffondere la conoscenza della sua opera. Gli studenti traendo ispirazione dagli scritti e dalla vita del Sanini, dovranno preparare elaborati di diverse tipologie, testi, disegni, video con tracce differenziate per ordine di scuola in modo da adattarsi al meglio al loro percorso formativo. Naturalmente questo lavoro comporterà un tuffo nella storia e un approfondimento su temi di grande attualità, uno per tutti la pace. L’obiettivo della nostra Amministrazione è quello di continuare a dare lustro ad una figura importante per Grottaminarda che ha contribuito all’istruzione di diverse generazioni di grottesi e che le generazioni del futuro devono continuare a ricordare».

