
Ospedaletto – La magia della Juta si è rinnovata. La prima serata, Ospedaletto, è stata invasa da un fiume di persone proveniente da tutta la Campania per assistere agli spettacoli. Una festa da brividi che ha battuto tutti i record. Il numero delle presenze, è stato nettamente superiore agli anni passati, a dimostrazione di come stia crescendo l’evento. Numerosa la partecipazione al convegno tenutosi nella Chiesa Madre dei Santi Filippo e Giacomo in Ospedaletto. Il sindaco, Luigi Marciano, ha sottolineato, che questa edizione assume un significato spirituale e profano, ancora più incisivo perché ha favorito il gemellaggio tra due comunità in cammino di fede verso Maria, Giffoni Valle Piana e Ospedaletto. Padre Giosuè Santoro di Giffoni, ha dunque continuato la conversazione affermando che l’evento non va rievocato solo storicamente, ma vissuto ogni giorno, con i propri bisogni, i propri desideri, così come un tempo era sentito con fede dai nostri padri. Inoltre, padre Giosuè, ha proposto all’amministrazione comunale, di mettere in cantiere un convegno/ricerca socio-culturale del viaggiare nella fede, in modo da poter dare la possibilità ai giovani, di poter realizzare tesi a carattere universitario. Il professore Fulvio Sellitto, autore del testo “Un paese si racconta. Ospedaletto:mito, riti e umanità”, ha tenuto a sottolineare che parlare di pellegrinaggio, è un argomento molto vasto e lungo con migliaia di sfaccettature, inteso come la massima espressione della religiosità popolare. Ha concluso aggiungendo che non ha futuro, chi non ha memoria del passato. Luigi Renna, cultore della tradizione religiosa locale, ha ripercorso la nascita di Ospedaletto, e l’importanza storica della tradizione. Ha chiuso i lavori Don Vittorio Guerrillo, parroco di Ospedaletto, :‹‹La juta è nostra, fa parte del nostro Dna, difendiamola con tutte le forze da chi per un motivo qualsiasi vorrebbe mettere le mani››. Ma, naturalmente Ospedaletto è anche il luogo del profano, della festa in onore della Madonna dei canti e dei balli fino a notte inoltrata. Infatti, la paranza O’Lione, la tarantella di Montemarano, la pizzica salentina di Mera Menhir, ha travolto in una magica atmosfera tutti presenti, che si sono lasciati andare in balli sfrenati. L’11 settembre, la grande veglia, per chi avrà la forza di aspettare, alle 5 del mattino è prevista la partenza per il Santuario di Montevergine “add’a Maronna”. Intanto, esibizione delle paranze dei paesi vesuviani, di Ravello, le zampogne di Colliano e il folklore del gruppo “a Vecchierella”. Sfilata dei carri e carrettoni, giunti da terre lontane, in segno di devozione. Il 12, discesa dal Santuario, alle 18.00 Santa Messa chiesa SS. Filippo e Giacomo al termine , processione rievocativa con grande “Festone alla Madonna del Carmelo” con macchine addobbate, chiuderà la nona edizione della juta, il concerto della Nuova Compagnia di Canto Popolare, in piazza Demanio.