Irpinianews.it

Osapp al carcere di Bellizzi: la denuncia di Beneduci

Avellino – Una delegazione dell’OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria – sindacato maggiormente rappresentativo del Corpo di Polizia Penitenziaria, guidata segretario generale Leo Beneduci, ha effettuato ieri – 29 gennaio – una visita ai posti di servizio presso la Casa Circondariale di Avellino. Nel corso della visita interna alla struttura, protrattasi per oltre tre ore, particolare attenzione è stata riservata a verificare la vivibilità degli ambienti e le condizioni di impiego dei 300 poliziotti penitenziari avellinesi.

“La verifica – spiega Leo Beneduci – era un atto dovuto soprattutto nei confronti di chi serve lo Stato, lontano da riflettori e riconoscimenti ma in un posto di servizio che definire tale è un mero eufemismo, in quanto senza sedia né scrivania e senza un bagno disponibile. La grave fatiscenza della struttura appare in netto contrasto con i lussuosi uffici della Direzione, mentre vetustà e decadenza di mezzi si rilevano persino al Nucleo Provinciale delle Traduzioni, malgrado il fatto che il servizio sia risultato efficiente ed armonicamente coordinato dal provveditorato regionale”.
A detta del sindacalista “… ad Avellino abbiano un organico di Polizia Penitenziaria di oltre il 30% inferiore a quello previsto e necessario (-100 unità) ed una popolazione detenuta che ha superato oltre alla capienza regolamentare la capienza tollerabile del 25% (+110 detenuti); ma quello che preoccupa di più sono le tensioni esistenti, a riprova di difetti nella gestione e nell’organizzazione della struttura che non appaiono sanabili se non attraverso un avvicendamento del vertice amministrativo dell’istituto. La situazione è più che allarmante e riteniamo possa diventare assai critica quando sarà messo in funzione il nuovissimo Reparto detentivo di oltre 200 posti, senza personale aggiuntivo e con le tensioni nella popolazione detenuta che deriveranno dalle disparità tra i ristretti alloggiati nei nuovissimi ed efficientissimi locali e coloro che continueranno a vivere nelle vecchie e decrepite stanze. Di regola, per mantenere in piedi in un carcere condizioni di efficienza e di debita attenzione istituzionale il direttore amministrativo dovrebbe permanere nella stessa sede al massimo 5/6 anni, mentre ad Avellino abbiamo quadruplicato tale periodo e gli affetti sono evidenti. La struttura di Avellino, destinata ad diventare uno dei penitenziari più grandi non solo in Campania e già ora in grave sofferenza, ha bisogno di ben altre modalità di conduzione rispetto alle attuali. In tal senso che ci rivolgiamo sia al Provveditore Regionale Tommaso Contestabile e sia al Capo del Dap Franco Ionta”.

Exit mobile version