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“Lo scorso venerdì, in seguito alle segnalazioni e alle sollecitazioni del consigliere Maurizio De Vinco, abbiamo effettuato un sopralluogo alla Dogana dei Grani per capire il tipo di guasto che impediva all’orologio di funzionare regolarmente – afferma Giuseppe Muollo – gli esperti della ditta che abbiamo contattato, ci hanno spiegato che si trattava di un problema meccanico e di uno relativo ad alcuni sensori di cui l’orologio è fornito. Sensori che sono stati bruciati a causa di un fulmine che deve aver colpito la torre in questi giorni di maltempo”.
La Soprintendenza che gestisce la dogana ha quindi già stanziato la cifra necessaria per l’intervento che dovrà essere soltanto realizzato nei prossimi giorni. “Devo innanzitutto ringraziare il dottor Muollo per la grande disponibilità che ha dimostrato – ha afferma il consigliere De Vinco – ha risposto immediatamente alle sollecitazioni dell’Amministrazione comunale e si è attivato per cercare di risolvere il problema”.
In effetti, l’orologio della Dogana dei Grani rappresenta un vero e proprio simbolo per gli atripaldesi che avevano chiesto un intervento, in varie occasioni, all’Amministrazione comunale che prontamente si è attivata. “Abbiamo voluto sistemare subito l’orologio perché rappresenta un simbolo per la nostra cittadina – continua De Vinco – tutti gli atripaldesi sono nati e cresciuti al suono di quelle campane e sarebbe stato davvero un peccato non poterlo ascoltare durante le vacanze natalizie”.
Una vera e propria task force, intanto, è stata effettuata per monitorare la situazione degli alloggi popolari a disposizione del Comune e per avviare un preciso e profondo intervento di riqualificazione: all’iniziativa sta sta lavorando l’assessore delegato Nancy Palladino. “La situazione abitativa nella cittadina del Sabato ma non solo è molto grave, perché a fronte di numerose richieste di alloggi, la nostra disponibilità è piuttosto limitata. Per questo motivo è indispensabile innanzitutto capire la situazione attuale e la disponibilità per poi passare all’assegnazione e, parallelamente, alla riqualificazione. Sia chiaro, l’amministrazione comunale non intende prendere ulteriore tempo, ma sta cercando di accontentare il maggior numero possibile di famiglie bisognose”. Un lavoro che, in realtà, è stato già avviato ma che deve essere formalizzato e reso più sistematico: “Ci sono alloggi che sono chiusi e che sono occupati soltanto per pochi mesi all’anno da famiglie che vivono all’estero – continua l’assessore – o altri casi di abitazioni occupate abusivamente. Si tratta di casi particolarmente delicati che devono essere affrontati con piena conoscenza della situazione, ma seguendo i criteri imposti dalla legge. In questo senso, stiamo lavorando per ridurre al minimo i disagi, consci delle necessità degli atripaldesi ma anche del fatto che non abbiamo tantissima libertà di movimento in questo senso”. Allo stato attuale sono circa una decina le famiglie che vivono una situazione di grave difficoltà economica e che hanno richiesto un alloggio comunale, mentre le domande extra bando sono almeno un centinaio. “Nei prossimi tre giorni effettueremo una ricognizione del quartiere con gli impiegati comunali delegati anche per capire gli interventi di riqualificazione necessari – continua l’assessore – sappiamo bene che ci sono situazioni al limite della vivibilità, ci siamo mossi in questo senso con la Regione per ottenere i fondi necessari, viste anche le precarie condizioni economiche in cui versa il nostro ente. Vogliamo stare vicino agli atripaldesi ma chiediamo pazienza in cambio del nostro impegno continuo e costante”.