Operazione Slot, Galdieri: non abbiamo costretto a vendere il caffè

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Dopo la scarcerazione del maresciallo della Finanza Marciano, rinchiuso fino a ieri nella galera di Santa Maria Capua Vetere e liberato perché vittima di un clamoroso errore giudiziario, sono i fratelli Galdieri, Pasquale e Nicola, a rimandare tutte le accuse al mittente assicurando, in fase di interrogatorio, di non aver mai obbligato nessun esercente a rifornirsi dall'”Ana Caffè”, ditta intestata ad Armando Della Pia. Secondo l’accusa, d’altro canto, i due fratelli sarebbero affiliati al Clan Cava e, con l’ausilio di intimidazioni e minacce, avrebbero di fatto imposto l’acquisto di quel caffè e non di altri da parte di alcuni gestori di bar della provincia. I due uomini, difesi dai legali Gaetano Aufiero e Dario Vannetiello saranno ascoltati anche nei prossimi giorni, così come saranno obbligate a conferire davanti al Gip anche le loro consorti, incarcerate insieme alle altre 56 persone perché titolari di alcuni beni che, secondo i capi d’imputazione, sarebbero stati acquistati con i proventi delle attività criminose.
Intanto è previsto per lunedì l’interrogatorio delle quattro persone colpite dalla misura degli arresti domiciliari. Tra loro anche la nota e apprezzata giornalista irpina Cinzia Puopolo i cui avvocati hanno già pronta l’istanza di scarcerazione. Benché con modalità diverse, inoltre, tutti gli avvocati che stanno seguendo le 53 persone arrestate hanno già presentato istanza per il Tribunale del Riesame che, con ogni probabilità, verrà fissato all’inizio della prossima settimana.
La bufera “operazione slot” è iniziata nel 2006 ed è durata ben tre anni in cui sono state accumulate prove su prove e sono state fatte centinaia di intercettazioni telefoniche. Gli inquirenti si sono avvalsi anche della collaborazione di alcuni pentiti che avrebbero assicurato la veridicità di particolari che legano i personaggi centrali della vicenda al clan camorristico dei Cava. Martedì scorso l’atto conclusivo della vicenda, almeno sotto il profilo operativo, quando i carabinieri hanno arrestato ben 58 persone.

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