
Sequestrati a Mirabella Eclano altri 10 quintali di artifizi pirotecnici illegalmente detenuti per un totale di quasi un milione e mezzo di pezzi. Prosegue dunque a ritmi incessanti l’attività di prevenzione e di repressione disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino nell’ambito della produzione e vendita di fuochi e artifizi pirotecnici (Operazione Santabarbara). I numerosi controlli eseguiti nei confronti di esercenti ed opifici presenti in città e provincia, nella tarda serata di ieri, hanno portato i militari della Compagnia di Avellino, in collaborazione con la Tenenza di Ariano Irpino guidata da Roberto Russo, ad acquisire fondati elementi informativi secondo i quali proprio a Mirabella un garage di un’abitazione era utilizzato come deposito per detenzione e smercio di artifizi pirotecnici, destinati ad essere posti in vendita per le festività di fine anno. Dopo gli accertamenti di rito e alcuni ‘pazienti’ appostamenti, le Fiamme Gialle sono pervenute all’individuazione del garage in questione dove sono state rinvenute e sequestrate quasi 7mila confezioni (pari ad oltre 1.500.000 “botti”) per un peso complessivo di circa 10 quintali di artifizi pirotecnici di vario genere. Nel materiale illegalmente detenuto: batterie da migliaia di colpi dei potentissimi “dragon boom”, i razzi ”enterpraise”, prodotti classificati nella quarta e nella quinta categoria di pericolosità e pertanto estremamente pericolosi. Il responsabile, M.A. di 60 anni di Mirabella Eclano, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ariano Irpino per illecita detenzione, commercio abusivo e omessa denuncia di materie esplodenti. Le sanzioni in materia prevedono la condanna all’arresto fino a 3 anni ed il pagamento di una elevata pena pecuniaria.
L’operazione si inquadra in un contesto investigativo ben più ampio che interessa varie zone della Provincia di Avellino. Una attività d’indagine, ancora, che segue a ruota le altre importanti operazioni portate a termine nelle scorse settimane dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino e della Tenenza di Ariano Irpino.