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Operazione “Pantera Rosa”: arrestato l’ultimo complice della rete

Avellino – I Carabinieri di Avellino hanno definitivamente smantellato la rete di spacciatori di droga che riforniva di eroina, cocaina ed hashish gran parte della provincia di Avellino. Con una ordinanza di custodia cautelate emessa su proposta della Procura della Repubblica per i Minori di Napoli, anche l’ultimo dei complici è finito in carcere. Il giovane, M.G.A. classe 1988 – che all’epoca dei fatti era minorenne – è ora nel centro di prima accoglienza di Napoli e dovrà rispondere degli stessi reati per cui erano finiti già in carcere i suoi complici. Ricordiamo infatti che l’organizzazione, abilmente gestita da una giovane donna di Montoro Superiore, creava un flusso costante tra le grandi basi di spaccio del napoletano e gli acquirenti irpini, con ricavati superiori al 300 per cento del costo d’acquisto delle sostanze. Le indagini iniziate nel 2006 e durate più di un anno consentirono di identificare dieci persone ben organizzate e con compiti ben delineati che, dal napoletano introducevano in Irpinia le sostanze stupefacenti per immetterle sul mercato locale. L’operazione costantemente seguita e diretta dalla Procura di Avellino nella persona del Procuratore Capo Dott. Mario Aristide Romano e del Sostituto Procuratore Dott.ssa Maria Luisa Buono, ha costituito un importante punto di svolta nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nell’avellinese. L’attività svolta dagli inquirenti ha infatti portato alla luce una rete organizzata su schemi aziendali ove l’obiettivo principale è l’interesse economico perseguito in tutti i modi possibili, e non più pertanto i singoli pusher spesso tossicodipendenti che agivano per conto proprio con ricavati molto marginali. La violenza, sollecitata dalla spregiudicatezza e condita con il desiderio di arricchirsi, spingeva il gruppo ad utilizzare per i propri traffici anche ragazzi minorenni allettandoli con l’effimero gusto del facile guadagno. Nonostante i vari accorgimenti utilizzati dagli indagati per celare i loro movimenti ed i loro traffici, i carabinieri sono riusciti comunque a decifrare le varie frasi in codice (“caffè”, “cd”, “trippa bianca” etc.) intercettando e documentando pertanto numerosi scambi. Le indagini condotte attraverso l’utilizzo di strumentazione tecnica, ma soprattutto di lunghi ed estenuanti pedinamenti, hanno permesso di ricostruire anche il flusso delle sostanze stupefacenti che entravano nella provincia. Ancora una volta il punto principale di approvvigionamento si è riconfermato la provincia partenopea con prezzi di vendita delle dosi di tre o quattro volte inferiori a quelli praticati dagli spacciatori irpini. L’organizzazione infatti una volta acquistata la droga sul mercato napoletano moltiplicava le dosi con “il taglio” e raddoppiava il prezzo per dose ottenendone pertanto un ingente ricavato. Con l’arresto del 19enne, che negli ultimi mesi si era allontanato dalla provincia e viveva con alcuni parenti vicino Catania, i Carabinieri di Avellino grazie anche al preziosissimo aiuto di quelli della Compagnia Carabinieri di Gravina, hanno intercettato e demolito un circuito di spacciatori che dal napoletano riuscivano ad approvvigionare il mercato irpino sempre più in crescita.

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