
A 57 giorni di distanza dall’operazione “Narghilè”, i Carabinieri della Compagnia di Avellino, guidati dal Capitano Nicola Mirante, sono riusciti a rintracciare e ad assicurare alla Giustizia l’ultimo componente dell’organizzazione ‘made in Irpinia’ specializzata nello spaccio di sostanze stupefacenti nella città capoluogo ed in Alta Irpinia. A finire dietro le sbarre della Casa Circondariale di Poggioreale è il 33enne Ciro Leone di Melito che era riuscito a sfuggire alla cattura all’alba del 23 dicembre scorso. Un nuovo colpo inferto ottenuto grazie all’operato degli uomini del Comandante dell’Arma di Via Roma, il Tenente Colonnello Giovanni Di Blasio: per settimane i Carabinieri rigorosamente in borghese sono stati impegnati in appostamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche ma anche seguendo gli spostamenti della moglie e della bambina del Leone. Ed è stato rintracciato proprio grazie ai pedinamenti effettuati nei confronti della consorte del 33enne: il ‘corriere della droga’ è stato tratto in arresto nella sua abitazione nelle ‘palazzine celesti’ di Scampia. Il blitz è scattato in piena notte: non si è mostrato sorpreso dell’arrivo dei Carabinieri, forse si sentiva nel ‘mirino’ della Giustizia. Un risultato positivo che ha appagato il capillare ed instancabile lavoro degli uomini del Comandante Di Blasio. L’operazione “Narghilé”, del 23 dicembre scorso ricordiamo, ha portato all’arresto di sei spacciatori dei quali anche il capo dell’organizzazione e al sequestro di tre chili tra cocaina, crack e hashish, le sostanze principalmente predilette dall’organizzazione. L’associazione avellinese, capeggiata dal 20enne Graziano Aufiero, era riuscita ad instaurare un filo diretto con Secondigliano: con una frequenza di due, anche di tre volte alla settimana, il mercato dello spaccio nella città capoluogo veniva rifornito da Ciro Leone, pluripregiudicato di Melito affiliato al Clan Di Lauro, che procurava grossi carichi di sostanze stupefacenti ai trafficanti locali. Le indagini dunque hanno permesso di ricostruire tutti i passaggi e le dinamiche interne dell’organizzazione: l’attività criminale era guidata da Pietro Ruotolo, spacciatore noto del popoloso Rione Parco. Con il suo arresto, avvenuto agli inizi del 2005, il testimone è passato ad Aufiero. Indagini che, in poco tempo, si sono allargate a macchia d’olio definendo anche le aree di competenza degli spacciatori: da Secondigliano, infatti, la droga arrivava prima ad Avellino per poi raggiungere le periferie fino ad approdare in Alta Irpinia, in particolare a Montemarano. Con l’arresto di Ciro Leone dunque si è chiuso il cerchio: tutti i componenti dell’associazione sono stati ‘affidati’ alla Giustizia. (di Emiliana Bolino)