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Operazione Chernobyl: De Vizia scarcerato, incubo finito

Prosciolto perché estraneo ai fatti. Così dopo tre giorni di carcere è stato liberato Vincenzo De Vizia. L’amministratore delegato della De Vizia Transfer mercoledì mattina era stato arrestato e condotto nel carcere di Benevento, in seguito all’Operazione Chernobyl, condotta dai militari del Gruppo per la tutela dell’ambiente e dal comando provinciale della Campania. L’accusa era di associazione a delinquere e traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi, disastro ambientale, truffa e frode nelle forniture. Più nello specifico riguardava lo smaltimento di fanghi prodotti dagli impianti di depurazione e dal trattamento di acque biologiche industriali in terreni e corsi d’acqua o attraverso l’interramento in siti non idonei. Secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che aveva imposto il provvedimento di custodia cautelare, De Vizia era indicato per un solo episodio riguardante il trasferimento di fanghi dall’impianto di Mercato San Severino a quello di Castelnuovo di Conza. Tre giorni passati in carcere, che sembravano non passare mai. Ma grazie all’assiduo lavoro degli avvocati il numero uno dell’azienda dedita allo smaltimento di rifiuti ha ritrovato la libertà. Nella conferenza stampa tenutasi in mattinata presso la sede di Prata Principato Ultra, la De Vizia Transfer S.p.A. attraverso il suo portavoce, l’avvocato Giovanni Montella, ha spiegato quale era e qual è la situazione e come ora la famiglia di Montefusco intenderà procedere. “Non abbiamo molto da dire, la documentazione parla da sé. Vincenzo De Vizia, così come Pietro Vario, risulta estraneo ai fatti, A dirlo non sono io, ma i Gip di Avellino e Benevento. Il provvedimento di scarcerazione ha rilevanza immediata ed è un provvedimento che entra nel merito, perché altre persone con la stessa accusa non sono state scagionate. L’accusa non sussiste perché i fatti si sono svolti cronologicamente prima e perché la De Vizia come ha detto il Gip era obbligata al trasporto dei rifiuti.”. Montella prova poi a spiegare la situazione attuale: “Non c’è nessun collegamento ad una situazione criminosa, però quanto accaduto in questi giorni ci fa riflettere. Questa vicenda ha presentato aspetti negativi sotto il profilo dell’immagine che ha colpito questa azienda, ma ha dimostrato anche tutta la solidità di un’impresa che nonostante si fosse ritrovata nella bufera ha continuato a lavorare con i suoi duemila dipendenti. La famiglia De Vizia ha dimostrato di avere le spalle larghe. Adesso che abbiamo la consapevolezza di essere estranei ai fatti, come ha sempre sostenuto Vincenzo De Vizia, vogliamo capire perché la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha emesso nei confronti dell’amministratore delegato questo provvedimento così eclatante”. Il portavoce della famiglia di Montefusco fa poi un piccolo passo indietro, ritornando al momento dell’arresto: “Capisco che la notizia era importante, ma prima di riempire i giornali con titoli ad effetto sarebbe stato opportuno documentarsi meglio. In questi tre giorni ci sono stati tanti attestati di stima, ma c’è stato anche chi non ha fatto nulla. Nel momento in cui c’è stato l’arresto tutti siamo rimasti perplessi dalla notizia, il secondo si manifestava l’innocenza, il terzo il Gip di Avellino e Benevento ci hanno dato la verità, Vincenzo De Vizia è innocente. E per questo motivo – afferma Montella rivolgendosi alla stampa – cosi come nei giorni scorsi è stato massacrato è giusto che adesso venga riabilitato perché estraneo ai fatti”. Ma questa vicenda potrà influire sul lavoro che l’azienda irpina svolge in tutta Italia? Ecco cosa ne pensa l’avvocato: “Innanzitutto quando la situazione sarà ben delineata procederemo anche noi dal punto di vista legale, vogliamo capire perché c’è stato questo coinvolgimento, che francamente ci sembra un po’ strano. Non parliamo di complotto, ma…Per quanto riguarda possibili ripercussioni è normale che queste possano esserci, perché nonostante ci siano contratti con tutta Italia, tranne ad Avellino, qualcuno potrebbe vedere l’arresto una macchia per l’azienda”. L’avvocato Montella poi spiega come Vincenzo De Vizia ha vissuto questi giorni: “Anche quando è stato in carcere ho riscontrato in lui l’immagine della solidità, cosi come è robusta la sua azienda”.(di Giovanni La Rosa)

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