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Il Pm Maria Luisa Buono aveva chiesto una condanna di 14 anni ma il Giudice Cassano, accogliendo le istanze dell’avvocato Alberico Villani, ha commutato la pena: a Gennaro Torino non è stata riconosciuta l’aggravante dei futili motivi ma gli sono state invece concesse le attenuanti generiche e la riduzione della pena prevista dal rito abbreviato.
L’omicidio si è consumato il 17 febbraio del 2007 a Pietrastornina e grazie alle indagini condotte dai Carabinieri e dagli agenti della Questura fu possibile ricostruire l’accaduto.
In piena notte al pronto soccorso dell’Ospedale Moscati arrivò in ambulanza Gennaro, un giovane con una vistosa ferita da arma da taglio al torace, deceduto qualche ora dopo l’intervento. I familiari dichiararono all’epoca che si era trattato di un suicidio, un atto estremo consumatosi in seguito ad un alterco con il fratello Gennaro, il quale, colto da un malore fu contemporaneamente ricoverato presso l’ospedale Landolfi di Solofra. Ma la versione fornita dai familiari della vittima non convinse i Carabinieri che diedero inizio ad una serie di interrogatori. Gli elementi raccolti insieme al ritrovamento dell’arma del delitto – un coltello a serramanico di circa 6 centimetri – fecero convergere tutti i sospetti sul fratello Gennaro, tratto in arresto con l’accusa di omicidio.