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Il tutto per focalizzare comportamenti errati da parte dei ristoratori che determinano la trasformazione chimico-molecolare del prodotto rendendolo potenzialmente nocivo per la salute dei consumatori.
In particolare è stato rilevato un ampio ricorso all’utilizzo di olio di semi di soia e di palma ed un limitato uso di olio di oliva e di semi di qualità.
In questo contesto i 14 Nas hanno controllato complessivamente 500 esercizi e prelevato altrettanti campioni di olio per frittura: di questi ben 90 (circa uno su cinque) è risultato ‘non regolamentare’ in quanto alterato nella sua composizione in ragione dell’eccessivo riutilizzo nelle preparazioni gastronomiche e pertanto potenzialmente pericoloso.
In Campania sono stato effettuate ben 100 ispezioni su altrettanti campioni e di questi 18 sono risultati non regolamentari.
Per quanto riguarda le altre regioni:
in Molise 48 ispezioni su altrettanti campioni e 28 oli non regolamentari
in Basilicata 58 ispezioni su altrettanti di cui 16 oli non regolamentari
in Puglia 80 ispezioni su altrettanti campioni e 16 oli non regolamentari
in Calabria 111 ispezioni su altrettanti campioni e 28 non regolamentari
in Sicilia 102 ispezioni su 88 campioni di cui 18 non regolamentari
Nell’insieme le ispezioni hanno comportato la denuncia all’autorità giudiziaria di 103 titolari di esercizi pubblici e il sequestro di circa 25 tonnellate di derrate alimentari detenute in cattivo stato di conservazione. Inoltre è stata disposta la chiusura di 6 attività commerciali, la contestazione di 84 violazioni amministrative e la contestuale segnalazione alle autorità sanitarie per i provvedimenti di propria pertinenza.
Il valore della merce sequestrata ammonta a oltre 4milioni di euro.