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Quale è l’attuale stato dell’arte?
“Ad oggi nessun cantiere è stato aperto. Nessun intervento è stato attuato. Tutto ciò è grave ed è per questo che mercoledì incontrerò l’Anas: devono darmi concrete risposte sulla messa in sicurezza”.
Di Milia conferma che l’Ofantina è in agenda tra le priorità dell’Amministrazione provinciale e nel piano decennale delle opere pubbliche della Regione Campania.
In che consiste il lavoro dell’Anas?
“Innanzitutto ripristinare la segnaletica laddove non esiste più o non è visibile e di procedere all’installazione ex novo, in nuovi punti, soprattutto per ‘indicare’ gli incroci e gli svincoli che molti comuni hanno sull’Ofantina”.
Un primo intervento, d’urgenza, in attesa delle opere strutturali di messa in sicurezza.
“Abbiamo avanzato l’ipotesi dell’allargamento degli incroci e di ‘regolamentare’ gli svincoli in entrata ed in uscita dei comuni che si affacciano sull’Ofantina. Si sta valutando, inoltre, il raddoppio della strada o la realizzazione di una eventuale terza corsia. Ma, per il momento, sono solo ipotesi. Quello che mi preme in questo momento è che l’Anas apra il cantiere e mercoledì pretenderà la data precisa”.
L’Ente Provincia sempre in prima linea?
“Certamente! Una messa in sicurezza e interventi di adeguamento fortemente voluti dall’Ente di Palazzo Caracciolo schierato in prima linea per una battaglia che è costata troppe vite. Ma si tratta solo dei primi interventi”.
Perché tutto ciò?
“L’Ofantina non mieterà più vittime: parola dell’assessore Giuseppe Di Milia. Una situazione del genere non può e non deve protrarsi ulteriormente. Oltre alla positività degli interventi programmati è stato fondamentale il fatto che l’Anas prendesse visione e soprattutto coscienza della grande determinazione della Provincia e dei Comuni a risolvere in maniera definitiva un problema dagli effetti ‘devastanti’. Ma il ritardo, seppur di diciannove giorni rispetto al cronoprogramma, non deve essere sottovalutato e mercoledì nel corso dell’incontro evidenzierò tale comportamento”.
Una data da tempo programmata. Purtroppo l’Anas, come spesso ha denunciato il sindaco Moricola, continua ad essere ‘interprete sordo’ rispetto alle esigenze nonché alle lamentele di utenti stanchi dei numerosi e tragici episodi di cui l’Ofantina si è resa protagonista. (di Emiliana Bolino)