Nusco – Parte la caccia all’oro nero. Come quarant’anni fa

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Nusco – Un primo progetto esplorativo, rimasto poi soltanto un abbozzo, risale ad oltre quarant’anni fa. E le zone di riferimento erano sempre le stesse: Nusco, Frigento, Conza della Campania.
Oggi, a distanza di quasi mezzo secolo, la Regione Campania ha dato di nuovo il via libera alle trivellazioni che, nelle stesse zone, serviranno ad accertare la presenza o meno, nel sottosuolo, del
petrolio. Non è uno scherzo.
Nella delibera varata dalla Regione Campania, si dà il via alla ricerca di “… idrocarburi liquidi e gassosi tra l’Irpinia ed il Sannio”. Dunque si tratta di scoprire se nel sottosuolo irpinio è presente o meno il cosiddetto “oro nero”, che, si sa, è più che una potenziale fonte di ricchezza.
Nella nota si legge però anche una condizione di assoluta importanza: le trivellazioni saranno fatte in via preventiva e con un preciso piano d’azione, sempre nel rispetto delle condizioni ambientali (in base al decreto dirigenziale 665 del 20/07/2009).
“La storia del petrolio a Nusco – ha spiegato il sindaco Giuseppe De Mita – ci è stata raccontata sempre dai nostri genitori. Mio padre, che tanti anni fa era assessore di questo comune, mi parlava di alcuni sondaggi da parte della società dell’Eni. Poi non se ne fece più nulla e il ciclone si spostò in Basilicata, dove ancor oggi si continua a trivellare e a ricavare petrolio dal sottosuolo. Di ufficiale – aggiunge il primo cittadino di Nusco – non c’è ancora nulla. Ma le voci sono troppo insistenti per essere delle semplici indiscrezioni. In ogni caso – conclude – il nostro auspicio è naturalmente quello che si trovi davvero il petrolio: potrebbe essere una nuova fonte di ricchezza ma anche l’apertura a nuovi orizzonti lavorativi”.
L’Irpinia ed il Sannio, dunque, perché non dovrebbero sperare: in fondo il petrolio c’è nella vicina Basilicata.

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