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Nusco – Il ‘già fatto’ e il ‘da farsi’ della nuova era di G. De Mita

Nusco – I tempi dei brindisi sono finiti da un po’ e gli abbracci hanno lasciato spazio alle maniche rimboccate. A Nusco è iniziata a pieno regime la nuova fase (la seconda) targata Giuseppe De Mita e, smaltite le euforie della vittoria, (ottenuta con la lista civica “Popolari per Nusco” sull’avversario storico l’ex sindaco Agostino Maiurano), ecco che tutti i problemi, più o meno grandi, della comunità salgono alla superficie della quotidianità amministrativa.

La sanità, l’emergenza lavoro, lo spettro del clientelismo… “L’area industriale di Nusco è in crisi nera – ha affermato il sindaco Giuseppe De Mita – Di sicuro tra le più preoccupanti è la situazione dell’Almec: 250 dipendenti in forse e un indotto che, se saltasse definitivamente, sarebbe una vera bomba per la comunità”. Emergenza lavoro, ma non solo perché tra le matasse da sbrogliare per il bacino di popolazione di Nusco e zone limitrofe, c’è anche quella della sanità. “L’Ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi è quasi al collasso con due reparti (Ginecologia e Pediatria, ndr) già fermi ed altre possibili chiusure all’orizzonte. La nostra amministrazione si sta muovendo, adottando delibere al fine di smuovere gli operatori sanitari e la Regione”.

Faccende di un’attualità critica che non rubano però del tutto la scena ad aspetti più felici dell’attività comunale. Nusco, si sa, non è un Comune come tutti gli altri. Così come l’elezione di Giuseppe De Mita a primo cittadino non è stata una della tante degli altri 50 e passa comuni andati al voto lo scorso giugno. Perché Nusco è notoriamente una roccaforte ‘ciriaco-demitiana’ e, che una lista a lui non collegata avesse potuto vincere, su questo in pochi ci avrebbero scommesso. E invece la squadra di Giuseppe De Mita ce l’ha fatta superando del 13% la lista, quella della ‘continuità’, “Unione di Centro” di Agostino Maiurano.

Un risultato conseguito a seguito di una campagna elettorale non senza veleni e zeppa di provocazioni scontate su cui G. De Mita ha preferito glissare. Ma adesso che è lui a indossare la fascia tricolore qualche ‘soddisfazione’ sembra proprio volersela prendere. Nell’agenda delle ‘cose da fare’ diverse iniziative dal tenore culturale ma anche politico qualificato e che hanno un che di provocatorio, come conferma lo stesso De Mita: “Abbiamo in mente di portare a Nusco diverse personalità del panorama politico e culturale nazionale. Anzitutto vorremmo organizzare un incontro sul federalismo fiscale con la partecipazione di Roberto Castelli: portare un leghista al Sud e farlo parlare di federalismo sarebbe una bella soddisfazione” e, non lo nasconde, un’altrettanto bella provocazione. Ma, tra gli incontri appuntati alla voce ‘da farsi’ nell’agenda di Giuseppe De Mita, c’è un convegno sul popolarismo cui vorrebbe, in qualità di ospite e relatore d’onore, niente-poco-di-meno che Ciriaco De Mita. Anche questa una consapevole ma pacifica provocazione. Tra i nomi che De Mita vorrebbe a Nusco però anche quelli di Nichi Vendola, Massimo Cacciari e di padre Sorge.

La vittoria incassata avrebbe spianato la strada verso un nuovo modo di vivere e gestire la vita amministrativa e politica della comunità. “A breve ci verranno consegnati tre splendidi palazzi del centro storico, freschi di restauro. Indiremo una pubblica consultazione per permettere alla popolazione di esprimere la propria opinione riguardo la loro destinazione d’uso. Sempre con la partecipazione attiva della cittadinanza, giovani, associazioni, commercianti, procederemo alla redazione di un bilancio partecipato”.

Una nuova epoca sembra essere iniziata a Nusco. Se migliore o peggiore, questo è prematuro per affermarlo. Un dato di fatto è che nel solo periodo intercorso tra le elezioni e oggi, nuove sezioni cittadine di altri partiti sono state inaugurate (in primis Pdl e Mpa). Un muro insomma è stato abbattuto e, oltre alla sezione dell’Udc e del Pd, Nusco può finalmente vantare offerte ‘politiche’ alternative al passato. (di Oderica Lusi)

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