La notte dei Falò: allo scoccare delle ore 18,00 del 14 gennaio, secondo un’antichissima tradizione, il sindaco di Nusco, Giuseppe Del Giudice, accenderà il primo dei quindici falò che saranno stati allestiti nelle principali strade e nel Borgo antico, per la festività di ‘Sant’Antuonu maschere e suoni’, ricorrenza annuale in apertura dell’atteso Carnevale. Falò che dureranno quasi tutta la notte e che porteranno a Nusco migliaia di visitatori, legati alle tradizioni. Un’atmosfera surreale resa ancora più magica grazie alla tipicità del borgo antico. Una tradizione che nacque a Nusco nel lontano 1657 per tenere lontano con la fiamma del fuoco il grande male: la peste. Da oltre tre secoli il paese altirpino rinnova l’evento che si arricchisce di nuovi stands gastronomici nei quali si potranno degustare prodotti tipici e si potranno osservare gli oggetti dell’artigianato locale e provinciale. Alle 20.00 lo scenario si arricchirà con l’attesissimo concerto in piazza De Sanctis di Enzo Gragnaniello, gruppi folcloristici e artisti di strada. Ma Sant’Antuono non è solo tradizione. O meglio. Il folklore si accompagna alla gastronomia. Sarà possibile, infatti, gustare i piatti della cucina tipica nuscana. Pietanze a base di pasta fresca fatta a mano: orecchiette, cicoluccoli, maccarunari, ravioli con ricotta, insalata di tartufi, pane cotto, migliatieddo, cipolle e baccalà, lagane e ciciri, pizza cu’la ieta, minestra ri circoria, ed altri piatti degli antichi sapori. Una tradizione quella di Sant’Antonio Abate, legata anche alla protezione degli animali. Per l’occasione, infatti, saranno benedetti gli animali, soprattutto quelli da cortile. Singolare, infatti, è la conoscenza del Santo anche come ‘Sant’Antonio dal porcello’: il muso del porcellino, infatti, spunta dalle vesti del Santo.
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