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Nome del pusher sul telefonino ma in aula nega di conoscerlo, il pm: atti in Procura

AVELLINO- Aveva scritto “Antonio Crak” sul suo cellulare, indicando un pusher che ai militari dell’Arma in un verbale di sommarie informazioni del 28 luglio 2021 aveva riferito di conoscere da anni e da cui aveva ricevuto alcune cessioni di cocaina per un costo di 80/90 euro tra il 2021 e il 2022. Quando è arrivato però in aula, davanti ai giudici del Tribunale Collegiale presieduto da Gian Piero Scarlato, dove il presunto pusher e’ uno dei sedici imputati per spaccio, ha escluso di conoscere lo stesso e di avere rapporti con lui. Il nome sul telefono? Non lo aveva indicato per conoscenza ma a caso. Aveva scelto di mettere Antonio. Una versione che non ha assolutamente convinto il pm in aula, anche perché sulla base di quanto negato rispetto alle dichiarazioni rese a sommarie informazioni ai Carabinieri della Compagnia di Avellino, ci sarebbe stato un falso. Cosi’ il pm Cecilia De Angelis ha chiesto al Tribunale di trasmettere gli atti alla Procura per procedere nei confronti del teste per reati contro i militari dell’Arma che avevano condotto le indagini. Il processo nato dall’inchiesta dei Carabinieri della Compagnia di Avellino che nell’ottobre di un anno fa avevano sgominato un gruppo con piazze di spaccio di cocaina in varie parti della città. La droga arrivava e veniva acquistata dalla zona di Napoli, prima Scampia e poi Brusciano.

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