Roma – Consiglio Superiore della Magistratura: Nicola Mancino eletto vicepresidente con 715 voti. Il senatore irpino subentra a Carlo Rognoni con il consenso bipartisan del Senato. Il primo ad annunciare il risultato è stato il vice presidente dell’assemblea Roberto Calderoni. Immediate le congratulazioni espresse dal presidente Marini che ha fatto gli auguri a nome di tutta l’assemblea sottolineando che l’applauso ”ha accomunato tutti i senatori presenti”. Insieme a Mancino il plenum in seduta comune ha eletto gli altri sette componenti laici del Consiglio superiore della magistratura. Gianfranco Anedda (An) con 758 voti, Michele Saponara (Fi) con 741 voti, Ugo Bergamo (Udc) con 714 voti, Vincenzo Siniscalchi (Ds) con 710, Celestina Tinelli (Ds) con 679, Mauro Volpi (Prc) con 678 voti e Letizia Vacca (Pdci) con 662. Sono stati votati anche Mario Patrono (Rnp) che ha ottenuto 40 voti e Publio Fiori (Dc-Nuovo Psi) con 6 voti. Disperse 21 preferenze, 12 schede bianche e 6 nulle. “Credo che il mio nome abbia trovato d’accordo le diverse componenti della maggioranza – ha dichiarato il sen. Mancino – Ho ricevuto apprezzamenti lusinghieri, per esempio, dal segretario dei Ds, Piero Fassino, che ha dato immediatamente il suo consenso alla mia candidatura. Sono grato ai senatori e ai deputati che mi hanno eletto al Consiglio Superiore della Magistratura. La gratitudine si unisce al comprensibile rammarico di dover lasciare il Senato dopo trent’anni di intensa attività legislativa. Il risultato del voto espresso dai due rami del Parlamento, pur nelle difficoltà dell’avvio di legislatura, premia, sul piano istituzionale, la volontà di dialogo tra le forze politiche, che spero non rimanga isolata. Sono uno degli otto laici del prossimo Consiglio e mi sento impegnato a contribuire al rasserenamento dei rapporti fra le istituzioni. Dopo anni di scontro tra potere politico e Magistratura auspico che possa aprirsi un’alba di colloquio e di collaborazione che consenta a tutti di raggiungere fruttuosi equilibri istituzionali”. E anche dall’opposizione sono arrivati pareri favorevoli. Sembrerebbe, infatti, che la più viva sollecitazione sarebbe arrivata dall’ex compagno di bandiera Giuseppe Gargani, oggi autorevole rappresentante di Forza Italia. “In un primo tempo – continua Mancino – aveva qualche dubbio, poi mi ha sollecitato ad accettare”. Insomma per Nicola Mancino si apre un nuovo capitolo e contestualmente se ne chiude un altro. Il senatore irpino, infatti, a causa della incompatibilità tra le due cariche, dovrà rassegnare le proprie dimissioni dal Governo. Al suo posto subentrerà il primo dei non eletti, il senatore Palumbo. A Mancino le congratulazioni della redazione e della proprietà di Irpinianews.
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