Al termine della convention, la scena è tutta per Cosentino (con alle spalle la bandiera di Fi) ha spiegato: “Tempo fa avevo detto che mi sarei interessato prevalentemente delle vicende giudiziarie, cosa che sto facendo. Avevo detto che in un Paese civile una persona puó essere privata della libertà solo in seguito a un processo. Ma se mi fosse capitato il contrario, mi sarei consegnato senza scappare perché io le regole le rispetto. Ora sono qui perché c’è una novità. Alcuni consiglieri regionali sono disposti a rinunciare ai loro privilegi per fare politica e quindi io ho voluto testimoniare con la mia presenza la partecipazione a questo progetto. Il fuoco amico? Da lì provengono tanti problemi, per 20 anni in Campania ha governato quasi sempre la stessa parte politica grazie al consociativismo. L’opposizione, insomma, non faceva l’opposizione. Quel sistema di potere che io ho combattuto ha dato gli strumenti per le indagini contro di me. Se in un Paese democratico si impedisce di esprimere le proprie idee, allora non è più un Paese democratico. Che dovrei fare? Restare ibernato per dieci anni senza fare nulla, neppure l’avvocato? E questo sarebbe un Paese democratico? Poi Cosentino ha affrontato il tema del rapporto con Silvio Berlusconi “Io non cerco ruoli e spazi né candidature ma spero almeno di poter dire la mia opinione. Non mi sento scaricato da Berlusconi perché non mi sono mai sentito caricato da Berlusconi. Il partito fa le sue scelte, io non avrei fatto così. Se credo nel garantismo, deve valere per tutti. Non odio nessuno, tanto meno la signora Pascale, non so se si sta interessando alla Campania ma non è in discussione questo bensì il modo di fare politica. Non sono io, tuttavia, che ho fatto nascere Forza Campania”. Quanto ai rapporti con Berlusconi, osserva: “L’ex premier mi ha chiamato quando sono uscito dal carcere, il mio villaggio turistico di Secondigliano, mi ha fatto gli auguri e detto che ci saremmo visti ma non c’è stata ancora l’occasione. Le liste portate via da me quando non mi hanno candidato? Nulla di vero. Io resto figlio di Berlusconi. Se un padre fa uno sgarbo a un figlio, il figlio non deve farlo al padre. De Siano? Non è lui il problema, è un amico, l’ho sostenuto, il punto è cosa fare di Fi in Campania. Avevamo vinto tanti Comuni rossi dopo anni e ora sono tornati al centrosinistra. Così perderemo le prossime Regionali”. C’è anche spazio per l’ex presidente della Provincia. “Cesaro? Non lo sento da tempo, e comunque non esistono cosentiniani di ferro. Caldoro? La giunta sta facendo cose difficili, ha recuperato un disastro ma a volte si è messa a camminare quando aveva bisogno di correre, ad esempio sui rifiuti. L’unico impianto attivo è il termovalorizzatore di Acerra, aperto da Berlusconi con i militari. Caldoro non avrebbe dovuto seguire de Magistris sulla differenziata, che non basta. Bisogna chiudere il ciclo industriale dei rifiuti e fare gli impianti. Ma non si puó chiedere alle popolazioni di accoglierli se non ci sono altri investimenti e compensazioni ambientali. Un impianto andrebbe fatto per bruciare le ecoballe. E invece si preferisce stanziare 16 milioni per il Forum Culture mettendo in mostra i nostri problemi quando siamo commissariati su tutto, dalle acque alla sanitá. Io destinerei ogni risorsa utile alle bonifiche. I veleni? Possibile che centinaia di camion non siamo mai stati visti? Evidentemente chi doveva controllare e la politica non hanno fatto nulla. Quando sono venuti a dirmi dei camion, io sono sceso in piazza per non farli scaricare. E lo rifarei”. Infine una battuta: “Io non ho alcun piano perché non ho alcun ruolo. Il mio unico piano è evitare il carcere”.