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La giornata servirà anche e soprattutto a far conoscere e a far aderire l’opinione pubblica alle proposte delle associazioni “…che sono delle alternative valide tecnicamente, economicamente e socialmente per qualsiasi paese civile”.
Tutti d’accordo nel ridurre i rifiuti a monte del ciclo produttivo, eliminando gli imballaggi inutili; potenziare subito la raccolta differenziata secco-umido “porta a porta”, eliminando i cassonetti; riuso e riciclo dei materiali; impianti decentrati e diffusi di compostaggio dell’umido e di selezione del secco; adeguamento immediato degli attuali 7 impianti ex-Cdr, per il Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti, dotandoli di vasche per la produzione di compost.
In particolare, per la Provincia di Avellino, le associazioni sostengono:
la necessità di un rapido adeguamento nel senso suddetto dell’impianto ex-CDR di Pianodardine, affidandone la gestione ad un Commissario ad acta o ai Consorzi, in direzione del funzionamento come impianto di TMB dei rifiuti indifferenziati;
la non differibilità della provincializzazione prevista dalla Legge Regionale n° 4 del marzo 2007 ed imposta dalle Direttive dell’Unione Europea, secondo le quali i rifiuti vanno trattati nei luoghi dove vengono prodotti e i materiali vanno recuperati prima di avviare a discarica le frazioni residue;
l’accettazione, in spirito solidale con gli altri territori della Regione Campania, di quantità di rifiuti solidi urbani da trattare negli impianti presenti, compatibilmente con le capacità degli stessi.