Nessuna “Bandiera arancione” in Irpinia. TCI presenta progetto

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Borghi accoglienti, la guida del Touring Club Italiano la sfogli e ti accorgi che…l’Irpinia è ancora all’anno zero. Proprio così, perché dell’iniziativa “borghi accoglienti” – entroterra italiano d’Eccellenza a queste latitudini è ancora sconosciuta, nonostante i centri irpini meriterebbero di far parte del circuito.

Sarà per la disattenzione degli amministratori locali, ma in Campania solo quattro comuni rientrano. E per il 2015 l’associazione nazionale che conta oltre 300mila iscritti punta a mettere una “ Bandiera arancione” anche qui, sinonimo di marchio di qualità turistico ambientale rivolto alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità. L’ottenimento del marchio avviene in base a diversi criteri tra i quali: la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici. Il marchio è temporaneo e subordinato al mantenimento dei requisiti nel tempo; la verifica avviene ogni tre anni con una tempistica fissata da TCI a livello nazionale, valida per tutti i Comuni a prescindere dall’anno di assegnazione del riconoscimento. La Bandiera arancione è uno degli strumenti con il quale il Touring garantisce ai turisti qualità e accoglienza e alle località uno strumento di valorizzazione. Per sensibilizzare alla partecipazione e cogliere l’occasione il Tci ha organizzato un incontro in Provincia con la presenza di Giacinto Pelosi console Tci di Avellino, Giovanni Pandolfo console regionale, mentre Isabella Andrighetti ha avuto il compito di spiegare nei particolari l’iniziativa. A fare gli onori di casa il consigliere provinciale Girolamo Giaquinto: “ci sforziamo molto a promuovere il territorio. Fino a quando la Provincia aveva le deleghe sul turismo, molte iniziative sono state intraprese. Oggi con il riordino non sappiamo più chi è deputato a farlo”. Giacinto Pelosi sottolinea: “Irpinia ricca di storia e tradizioni, ma bisogna saperle valorizzare. Il nostro marchio è garnzia di qualità per il turista che è sempre più esigente”. Per Giovanni Pandolfo la scommessa è “far restare il turista in loco offrendo relax, ambienti incontaminati, lontani dai rumori, e non il mordi e fuggi che non lascia nulla nell’economia del territorio. Negli anni il Tci è stato troppo lontano dalle zone interne, lo sguardo è stato sempre rivolto alle zone costiere. Ora bisogna invertire la tendenza. Nelle aree interne i prodotti tipici sono un traino importante. Non è pensabile trasferire qui rifiuti, fare trivellazioni per il petrolio, impiantare pale eoliche. Bisogna scongiurare questo attentato”. Angelo Verderosa, infine in rappresentanza dell’irpinia annuncia: “bisogna creare un distretto di qualità. Più comuni che si consorziano tra loro. Semmai il progetto pilota dell’Alta Irpinia può essere una opportunità. Ma bisogna mettere da parte i campanilismi e remare tutti dalla stessa direzione. Siamo in grande ritardo rispetto alle altre regioni”.

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