(di Luca Guarracino) – Nessun irpino al Governo così come pochi campani tranne Mastella e Pecoraro Scanio che sono segretari dei rispettivi partiti e la “matricola” Nicolais in quota Ds ma da qualche anno vicino anche a Prodi. Per il resto, un solo sottosegretariato al salernitano di San Marzano sul Sarno l’ex deputato della Margherita Andrea Annunziata. Esclusi dal Governo, nonostante le buone credenziali, l’ex senatrice Ds Graziella Pagano, il casertano Gaetano Pascarella, l’ex segretario regionale della Uil Enrico Cardillo, l’esponente della Quercia Giuseppe Petrella e i tanti rappresentanti della Margherita regionale. La mancata presenza di esponenti della Quercia e della Margherita nei posti chiave del secondo Governo Prodi ha già fatto storcere il muso a molti dirigenti di entrambi i partiti che sono alle prese con le impegnative consultazioni elettorali nei comuni capoluogo. Il neo Governo definito da qualcuno di sinistra –centro, ma è più giusto configurarlo come il Governo di Prodi – D’Alema –Fassino- Rutelli, dalle prime sensazioni sembra aver depotenziato l’asse tutto campano Ds-Margherita che dopo la “sconfitta” a Campania 2 e la leggera vittoria al Senato nella circoscrizione Campania, dovrà dare sostanziali risposte al voto amministrativo del 28-29 maggio che deciderà le sorti delle amministrazioni comunali di Napoli, Salerno,Caserta e Benevento. L’arrivo poi nella città partenopea di Silvio Berlusconi e Fini entrambi in lista in appoggio al candidato del centrodestra Malvano, la dice lunga sulla strategia della Cdl che intravede la possibilità della vittoria come premessa per scalzare il potere e l’asse del duo Bassolino –De Mita. Il ragionamento del Centrodestra non fa una grinza dopo i risultati positivi delle ultime politiche in Campania e dopo la guerra fratricida in atto all’interno del centrosinistra salernitano che vede contrapposti il deputato diesse Enzo De Luca e l’europarlamentare del fiorellino Alfonso Andria. La pura composizione dell’esecutivo Prodi, anche se siamo solo all’inizio, fa emergere il ritorno preponderante dei partiti e nel contempo anche i meccanismi della spartizione. In attesa di conferme, si prospettano problemi seri e delicati nelle prospettive del futuro partito democratico. Se il buongiorno si vede dal mattino, la “dialettica” tra Margherita e Ds allo stato appare molto forte e poco beneaugurante per il futuro della politica del centrosinistra in Campania. In sintesi, se Prodi ha confermato rispetto al passato una migliore attitudine alla mediazione e alla composizione “ricamando” le tensioni delle componenti e le richieste dei partiti “minori” posizionando i propri uomini nei posti chiave con il lancio di Enrico Letta alla leadership del partito democratico, occorre notare, che le ambizioni regionali della Margherita e della Quercia non sono state esaudite. Per scelta, per nuovi equilibri nazionali o per una sorta di resa dei conti ? Siamo solo all’inizio e forse occorrerà avere un po’ di pazienza per dare un giudizio alle sensazioni espresse. Saranno i fatti a confermare o meno i dubbi espressi. Ma “ qualcosa”, obiettivamente non ci quadra… e alimenta i dubbi…e i mugugni dei tanti aspiranti sulle sponde campane della Quercia e della Margherita.
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