Nella società del 2000, troppe… barriere per i meno fortunati

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Montemiletto – Dopo lo spiacevole episodio accaduto nel centro cittadino con l’aggressione al fotoreporter della Consulta dei Disabili da parte di un’automobilista (quest’ultimo è stato denunciato), oggi un nuovo avvenimento ai danni di un diversamente abile. Stefano C., 15enne di Montemiletto, costretto su una sedia a rotelle, questa mattina non ha potuto seguire le lezioni in quanto l’ala dell’Istituto Tecnico per Geometri “Oscar D’Agostino” adibita all’Itis “Guido Dorso” per la presenza di barriere architettoniche. Come ha spiegato il padre Giuseppe, “…già ieri mattina, mio figlio per poter ritornare a scuola e riprendere dopo sedici giorni l’attività didattica ha trovato mille difficoltà. Insieme ad un’altra persona l’ho dovuto prendere in braccio per accompagnarlo nell’aula al secondo piano. Ho immediatamente protestato con il Dirigente Scolastico e pensavo che oggi il problema fosse stato risolto e invece… sulle scale di accesso non è stato installato alcuno scivolo per non parlare delle due rampe di scale che si devono salire nell’ala del Geometra”. Stefano era visibilmente provato. E’ un ragazzo che, dopo tanti contrasti interiori, è riuscito ad ‘accettare’ di essere diversamente abile anche grazie agli amici e al supporto dei suoi familiari. Il padre, esasperato, ha chiesto l’intervento dei Carabinieri: in Via Morelli e Silvati che si è prontamente portata sul luogo dove ha verificato la veridicità dell’episodio denunciato. Un episodio insomma che deve far riflettere: un genitore che vede il proprio figlio impossibilitato a frequentare la scuola per un destino particolare e che deve superare quotidianamente ostacoli, anche di carattere morale, ha tutto il diritto di vedere ‘risolto’ il problema. Ed è per questo che stamattina ha denunciato il disagio ma non solo di suo figlio ma di tutti quei ragazzi diversamente abili. Si parla spesso di interventi per abbattere le barriere architettoniche (esiste anche una legge in merito) in città, ma la storia di Stefano è l’ennesima riprova che c’è ancora molto da fare e forse occorrerebbero fatti e non parole. (di Emiliana Bolino)

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