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I dubbi del parlamentare riguardano: “Ad Angri ed a Nocera si acquista e si rivendono le vecchie manifatture MCM,con guadagni consistenti.
A Salerno-Fratte si ottiene una variante dal Comune per realizzare,un mega-centro polivalente (uffici,centri commerciali etc.) e si delocalizza la MCM,nell’area ex Texal dove si ricavano altre strutture da locare a terzi.
In provincia di Avellino, a Calitri, si cedono quote della Cdi nientemeno che ad imprenditori sudamericani”.
Il senatore poi evidenzia: “Lo Stato paga i lavoratori non occupati e l’imprenditore tra una iniziativa immobiliare e un accordo internazionale trova il tempo per aggirarsi tra un Convegno e l’altro a denunciare ‘lo Stato sprecone’,’la pesante pressione fiscale’, ‘gli alti costi della politica e delle istituzioni’.
E’ lecito chiedersi dove produce l’imprenditore napoletano?”
Da qui l’impegno a chiedere nella prossima riunione della Commissione Lavoro del Senato, ai Ministri del Lavoro e delle Attività Produttive “di riferire sui costi sostenuti dalla collettività per le aziende del gruppo che fa capo al Presidente di Confindustra di Napoli e qual è il futuro per i lavoratori”.