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“Questa azione di Fiat – spiega – prova, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’accordo sottoscritto da Fim, Uilm, Ugl e Fismic viola palesemente le Leggi dello Stato a discapito dei diritti dei lavoratori e lavoratrici, cosi come sempre denunciato dalla Fiom. Il successivo passo di Marchionne sarà l’annullamento del Contratto Nazionale del Lavoro per costituire un Contratto Unico per l’Auto dove presumibilmente sarebbe coinvolta anche la FMA di Pratola Serra abbassando ancora di più i diritti, salario e calpestando la dignità dei lavoratori e del lavoro stesso. Le preoccupazioni si avranno anche sull’indotto dell’auto dove necessariamente, per fornire la casa madre, dovranno uniformarsi alle nuove regole che Marchionne vorrebbe dettare. L’assenza di una vera politica industriale del governo e di un ministero è il sintomo evidente del disinteresse del governo per un impegno forte a sostegno del nostro sistema economico e produttivo anche in vista di un credibile superamento della crisi. La Fiom continuerà a percorrere la strada a difesa dei diritti dei lavoratori, ritenendo che la crisi in atto non possa e non debba essere pagata dai lavoratori a discapito della propria dignità”.