Capriglia – E’ iniziata con la benedizione di Don Giuseppe Franco la nuova avventura politica di Pasquale Giuditta nell’ambito del neonato progetto politico de ‘I Popolari’, presentato questa sera presso l’Hotel Cappuccino di Capriglia. E’ stato infatti il parroco – amico dell’ex esponente dell’Udeur – ad inaugurare il dibattito, coinvolgendo i numerosi presenti nella recitazione del ‘Padre Nostro’ e suggellando così nel modo più naturale possibile il connubio tra politica e fede cattolica del progetto proposto. Archiviata la parentesi spirituale, è toccato poi all’assessore al bilancio di Cesinali, Paola Luce, introdurre i lavori chiarendo il senso dell’incontro, prima di lasciare la parola a Pasquale Giuditta. “Immaginare che niente sia cambiato – ha esordito il sindaco di Summonte riferendosi allo scenario politico nazionale dopo le elezioni – significa non essere corretti verso i cittadini. E’ cambiato tutto, e se la gente ha votato in un certo modo, noi non possiamo che prenderne atto e fare le dovute riflessioni”. E’ venuto subito al punto Giuditta, snocciolando le ragioni di una scelta che vedrà il nuovo soggetto aderire al programma del centrodestra. “C’è bisogno di un nuovo modo di fare politica – ha spiegato – dettato dal bipolarismo verso il quale si sta proiettando il paese anche alla luce del cortocircuito nel quale è incappato il vecchio modo di governare”. E in questo senso è tornato sul terremoto Udeur dei mesi scorsi, rimarcando il ruolo comunque decisivo del ‘Campanile’ nell’accelerazione della caduta di un governo che: “Non riusciva più a rispondere alle esigenze della cittadinanza”. Venendo ai giorni nostri poi e in riferimento sempre al partito di Clemente Mastella, Giuditta ha poi chiarito come la sua non fosse una rottura col passato. “Noi abbiamo scelto in modo coerente di proseguire la nostra storia politica – ha detto – e lo abbiamo fatto nell’unico quadro di riferimento possibile”. Da qui l’esplicitazione dell’idea: ‘I Popolari’ come forza a rappresentanza dei moderati e dei cattolici che dopo le opportune riflessioni guardano al Pdl come: “Unico schieramento politico che guarda al centro”. Un’analisi, quella di Giuditta, che non prescinde da una considerazione fondamentale – “Non c’è più spazio nel sistema vigente per i partiti piccoli” – e che allo stesso tempo vede nella compagine capitanata da Silvio Berlusconi: “la più vicina alla scelta di chiarezza che abbiamo il dovere di perseguire”. Chiarezza che passa per la concretezza: “Noi non abbiamo 150mila voti, abbiamo 150mila proposte. Non faremo la politica degli annunci”. Chiarezza che passa per la capacità di decidere: “La non politica è la non scelta. Fare politica significa assumere una posizione, per gli attendisti non c’è più spazio”. Chiarezza che passa per il confronto, con l’annuncio di prossimi incontri a rafforzare i principi del nuovo soggetto politico. Chiarezza che passa infine per il radicamento sul territorio. “Saremo una forza a grande valenza locale – ha sottolineato – Saremo il collante per il territorio e la gente dovrà valutarci per quello che siamo in grado di offrire”. E qui ha parlato della sua carica di primo cittadino: “Non mi ridimensiona affatto, anzi esalta il mio impegno verso la comunità”. Uno spunto, quest’ultimo, anche per affrontare la situazione negli enti locali – “Al Comune e alla Provincia non c’è più una maggioranza e quindi non si tiene conto delle esigenze del contesto” – e alla Regione: “Dire oggi che Bassolino va bene significa prendere in giro gli elettori”.
Fin qui Pasquale Giuditta, che ha poi ceduto la parola a Paolo Del Mese per le conclusioni. “Il momento è particolarmente delicato – ha ribadito l’onorevole nel suo intervento – Ma c’è uno spazio enorme, quello moderato, che va rappresentato nonostante il bipolarismo ed i forti personalismi verso cui l’Italia sta tendendo”. L’alternativa? Nessun dubbio: “Il Pd ha scelto di ‘difendere’ la propria posizione autonoma, pagando amaramente. Dal centrodestra invece c’è maggiore apertura ed è su questa soluzione che bisogna puntare”. Ma attenzione a parlare di partito. “Sono molto scettico – ha avvertito Del Mese – sulla capacità del Pdl di passare da schieramento a partito in senso stretto. La nostra è una mano tesa. Un’alleanza che si costruirà di volta in volta, giorno per giorno, con un chiaro principio: la nostra fondamentale valenza localistica”.
Prende forma dunque il progetto de ‘I Popolari’ che vedrà nei prossimi giorni – come preannunciato – anche il contributo dell’ex deputato dell’Udeur Mauro Fabris alla sua costruzione nelle province campane. (di Eddy Tarantino)
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