Una chiusura di campagna elettorale studiata nei minimi dettagli. Laura Nargi tira fuori gli artigli e sceglie Piazza Biagio Agnes per l’ultimo, decisivo affondo prima del voto. L’ingresso sulla scena è d’impatto: un outfit verde smeraldo che taglia la folla fino a guadagnare il palco, tra le note di “Life is Life” e gli applausi dei sostenitori e dei pesi massimi della sua coalizione. A presidiare l’alleanza politica e civica che la sostiene ci sono tutti i riferimenti: Gianfranco Rotondi, Livio Petitto, Angelo D’Agostino e Ines Fruncillo. Così come era stato due anni fa, quello della sindaca uscente non è un comizio tradizionale, ma una vera e propria narrazione multimediale. Alle sue spalle, un maxi schermo proietta immagini e video che scandiscono il ritmo delle sue parole.
Si parte dal j’accuse a Festa (suo ex alleato): «Non abbiamo paura di dire come stanno veramente le cose», tuona, affrontando senza filtri il nodo politico degli ultimi mesi. «Non sono caduta, mi hanno fatto cadere. E non per una crisi politica, non per mancanza di fiducia. È stato Festa a farci cadere: ha portato la città nel baratro e se ne è strafottuto di Avellino».
Mentre la candidata parla, sul maxi schermo compaiono le frasi choc che l’ex sindaco Gianluca Festa le aveva rivolto durante il suo mandato, in un’ormai celebre intervista rilasciata sulle colonne de Il Mattino: «Come ti ho creata ti distruggo, io vengo e ti tolgo la scena. Io vengo e ti anniento, se vengo io tu scompari». Accanto alle parole, scorrono anche le immagini dell’altrettanto celebre “strappo” del nastro durante l’inaugurazione del Tunnel. I frame proiettati riportano la mente al 2024. Ed è qui che tuttavia sorge spontanea la domanda: come mai Laura Nargi decide di replicare solo ora a quelle durissime dichiarazioni? Durante i mesi del suo sindacato era stata più volte sollecitata dai giornalisti a commentare quello e altri attacchi frontali, ma, al netto dello sfogo in aula durante uno dei suo ultimi consigli comunali, aveva sempre minimizzato. Solo oggi, sul traguardo della campagna elettorale, sembra aver metabolizzato fino in fondo la gravità delle parole del suo ex alleato. E l’attacco di Nargi si estende anche ai fedelissimi dell’ex sindaco: «Volevano cancellarmi sui social, ma io sono qui», scandisce.
Poi le stoccate al Campo Largo. Nargi gioca di fioretto prima di affondare il colpo: «Non ho niente di personale contro Nello, è un caro amico, ma in campagna elettorale conta ciò che rappresenti. La verità è che all’interno della loro coalizione non si mettevano d’accordo e alla fine lui è uscito dal cilindro: non perché fosse il migliore, ma perché era l’unico sacrificabile. Litigano su tutto, stanno litigando anche in questi giorni sulle provinciali. La storia ci dice chiaramente che campo largo significa solo caos. Se oggi Pizza fugge dal confronto pubblico è anche per questo: non saprebbe cosa dire. Stanno insieme per un solo motivo: vogliono riprendersi il potere».
Nella seconda parte di comizio, il focus si sposta sul programma elettorale. Vengono riepilogate le proposte snocciolate nei quartieri in queste settimane di ascolto: dal welfare alla digitalizzazione, dalle opere pubbliche al rilancio del commercio. In chiusura, la candidata lancia una promessa: «Avellino tornerà a splendere, costruiremo la città del futuro insieme!».

