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Napoli – Megasequestro di latte cinese alla melamina

Dalle prime luci dell’alba è in corso a Napoli una grande operazione condotta dal Corpo forestale dello Stato che ha portato al sequestro di dieci quintali di latte cinese alla melamina che comporta conseguenze gravi provocando in particolare disfunzioni epatiche e renali, pesce e carni di animali in via di estinzione. I dettagli dell´operazione ´Lanterne Rosse´ saranno resi noti, a Napoli, nel corso di una conferenza stampa alle 13.00 nella sede regionale del Corpo forestale. Lo ha reso noto il Ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, a Radio Anch´io precisando che si tratta “del più grande sequestro mai fatto di latte cinese in Italia. Questa operazione – ha aggiunto – dimostra che noi i controlli li facciamo e se ci sono gli scandali nel settore alimentare è’ perché abbiamo inaugurato la tolleranza zero”.

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ORE 16.30 – Nell’operazione sono stati denunciati 7 commercianti cinesi per contraffazione, frode alimentare ed importazione illegale. I prodotti cinesi scoperti all´interno di un hangar della zona industriale, considerato un grosso centro di generi alimentari di import-export del centro-sud, erano destinati alla vendita in centri commerciali gestiti dai cinesi. Il bilancio dei sequestri eseguiti dal Corpo forestale dello Stato di Napoli è di 10 quintali di latte, circa 300 chilogrammi di mozzarella cinese, 50 chilogrammi di altri prodotti caseari, ed un quantitativo minore di pesce e prodotti farmaceutici derivati da estratti di specie animali e vegetali protette. Sequestrati anche 7 chili di zampe di gallina, di cui è vietata l´importazione perché a rischio di influenza aviaria, cartoni di noodles, panini, gelatine di frutta, 90 chili di papaia cinese al latte, the, snack e pesce affumicato, circa 100 chili di funghi lavorati privi di qualunque etichetta e 500 chili di uova lavorate ed alimenti che comunque contengono piccole percentuali di latte in polvere. “Chi va a comprare latte legga sulle confezioni da dove viene – ha dichiarato il Ministro Zaia, e faccia altrettanto per tutti gli altri prodotti, perché spesso ci facciamo male da soli”. I sequestri sono stati eseguiti dal Comando Provinciale di Napoli, dal Nucleo Agroalimentare e Forestale e della Sezione Investigativa Cites di Roma del Corpo forestale dello Stato e con la collaborazione della Polizia Provinciale di Napoli, della Polizia veterinaria dell’Azienda Sanitaria Locale e di alcuni esperti di prodotti ed etichettature riportanti scritte cinesi. L’azione della Forestale che continua la sua azione investigativa riguarda in particolare anche aree e magazzini portuali. Intanto il sottosegretario al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Francesca Martini nel corso di una conferenza stampa sullo scandalo del latte cinese sui primi casi di positivita’ alla melamina scoperti in Italia ha rassicurato i consumatori facendo notare come alcune confezioni di latte e yogurt risultate positive ai test non avrebbero coinvolto l’utenza. Il sottosegretario ha comunque invitato a porre grande attenzione ai negozi etnici e in particolare agli integratori alimentari. Nei tre campioni sequestrati in Puglia e Campania, a Modugno in Puglia e Poggiomarino vicino Napoli la melamina era tra i 7 e i 22 milligrami per chilogrammi, contro un limite europeo di 2,5 milligrammi, quantita’ non letale ma nociva. “La situazione è sotto controllo” , ha dichiarato la Martini – ma lo scandalo del latte alla melamina è anche “l’occasione per fare pulizia e poi tenere alta la guardia”. Positivi i commenti delle organizzazioni di coltivatori e allevatori italiani. Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini si è dichiarato soddisfatto “ per l’efficacia dei controlli, ma di fronte all’estendersi dell’allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre immediatamente estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti”. In Cina lo scandalo e’ scoppiato per l’alta concentrazione e per il tempo prolungato dell’assunzione del prodotto: l’aggiunta al latte artificiale di melamina ha l’obiettivo di far risultare il latte più ricco di proteine di quanto è in realtà con il rischio di intossicazioni anche mortali nei lattanti. Si tratta di una adulterazione alimentare a scopo di lucro, non diversa ad esempio dall’aggiunta irresponsabile dell’alcool metilico nel vino. Ed è per questo motivo che il titolare del dicastero all’agricoltura il Ministro Zaia fortemente impegnato a rafforzare le maglie della legislazione nella lotta alla sofisticazione, ha precisato : “Solo il 2% della produzione agroalimentare italiana può avere problemi di sofisticazione ma chi mette a repentaglio la sicurezza alimentare va trattato come un delinquente e non con pacche sulle spalle”.

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