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Napoli – D’Ercole: “In Campania ormai arretra anche il turismo”

Regione – “Una notizia talmente scontata che dire lo avevamo previsto, farebbe ridere il mondo”. E’ questo il commento del capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole nell’apprendere che – secondo un’indagine dell’Unioncamere – il turismo in Campania è addirittura precitato facendo registrare un calo di ben 650mila presenze turistiche tra il 2007 e i primi mesi del 2008, rispetto al 2006. Il tutto condito con una perdita, nello stesso periodo, di ben 64milioni di euro di fatturato per le imprese ricettive. E, stando ai dati di Federalberghi, la situazione non mostra sintomi di miglioramento. Anzi. Attualmente, nonostante l’estate sia ormai arrivata, anziché riprendersi il fatturato del settore non riesce a risalire e continua ad oscillare tra il -20 ed il -50 in raffronto ai dati 2006. “Purtroppo – ha continuato D’Ercole – i cumuli di spazzatura, i cassonetti bruciati ed i cittadini costretti a camminare con le mascherine al naso per non sentire l’olezzo, ma soprattutto, per non mettere a repentaglio la propria salute, hanno fatto il giro del mondo ed hanno rovinato l’immagine bellissima delle nostre località turistica ed hanno messo in crisi, anche il settore da sempre economicamente più florido della nostra regione. Il che, inutile nasconderselo, rappresenta l’ennesima mina vagante per i livelli occupazionali che già a marzo 2008 per il solo settore dei servizi aveva segnalato una perdita secca di ben 71mila unità, rispetto al settembre 2007. Probabilmente, la perdita quest’anno, anche per questo comparto, sarà più contenuta, ma solo perché viste le condizioni in cui era ridotta la Campania gli imprenditori del ramo si sono guardati bene dall’investire in maniera tanto massiccia – come avveniva negli anni scorsi – nell’assunzione di personale stagionale. Anche di questo, purtroppo i campani devono ringraziare Bassolino e l’intero centrosinistra per l’incapacità dimostrata a risolvere il problema ‘monnezza’ e per l’ambiguità nel ‘predicare bene’, sostenendo l’esigenza di venire a capo della questione, e “razzolare male”, rinviando continuamente a data da destinarsi l’assunzione delle scelte indispensabile a risolverlo davvero”.

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