Musto: “Socialista da quindici anni, mai detto di voler lasciare”

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Eletto a suon di voti, nominato assessore dal sindaco Spagnuolo, Dimitri Musto si ritrova ostaggio dei suoi stessi compagni di partito. Una storia non nuova nello scenario politico. Avviene ad Atripalda, dove l’assessore Musto con delega alle politiche sociali è stato più volte invitato a lasciare la Giunta dal suo stesso partito. Motivo? Perché non ha rispettato lo stesso. Un paradosso per chi, si è candidato, ci ha messo la faccia ed è andato casa per casa a chiedere voti. Si adombra lo spettro dell’assessore esterno, probabile questa richiesta di chi nel nome del partito voleva ottenere dal sindaco un riconoscimento. Anche perché nelle trattative preelettorali i partiti erano stati chiari: ogni due eletti un assessore. E i socialisti nel 2012 ci sono riusciti a farsi eleggere due consiglieri: Musto e Pacia. A uno l’assessore, all’altra le deleghe. Un buon riconoscimento, senza dubbio. Ma chi pensava che sulla testa dei due potesse continuare a muovere i fili da burattinaio socialista, ha trovato la strada sbarrata. Dimitri Musto è socialista da quindici anni. Ha sempre avuto la tessera del partito. E’ cambiata solo la denominazione. Ma sempre socialista. Eppure qualcuno addirittura ha ipotizzato che si volesse dimettere. “Non ho mai detto questo, sono coerente con il mio pensiero” – afferma Musto – . “Nei miei confronti dopo le lezioni si è creato un clima ostile, hanno tentato in tutti i modi di mettermi il bastone tra le ruote. Probabilmente qualcuno c’è rimasto male per i voti che ho ottenuto. Con il sindaco mi lega un ottimo rapporto, e quando sono stato chiamato per la comunicazione ufficiale dell’Assessorato sono rimasto davvero contento. Ma da quel momento sono iniziati i giochetti di nascosto. Segretari locali che venivano cambiati dalla mattina alla sera senza nessun assemblea.Non cedo, vado per la mia strada e piaccia o meno resto socialista”.

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