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Musto (Cristiano Sociali): “Mai con l’Udc. Il futuro? Siamo liberi”

Avellino – Ex sindaco di Pietradefusi, poi segretario provinciale dell’Udeur, poi ancora alla guida dei Cristiano Sociali – area Udc. È l’identikit di Gaetano Musto che oggi, mentre iniziano a tessersi le prime tele di unione per le prossime elezioni, ironicamente punzecchia ed illustra i movimenti della propria corrente non senza parlare di quel ‘cimitero di elefanti’ della politica provinciale. Su tutti il dimissionario (o dimissionato) portavoce nazionale dell’Udc, Francesco Pionati.

Qual è lo stato di salute dell’Udc irpino?
“Direi ottimo, sbaglio?”.
Anche in virtù delle dimissioni dell’onorevole Pionati?
“Dimissioni? A furor di popolo Pionati è stato dimissionato, ma il risultato non cambia. L’Udc ha un leader che è Pierferdinando Casini ed è lui a dirigere il partito. Tutto il resto è stato trainato a rimorchio facendo perdere la centralità dell’Udc. Se non vengono seguite le linee nazionali vuol dire che a prevalere non sono interessi di natura politica, ma personalistica. È ovvio che quando il proprio rendiconto collima con l’impostazione del vertice l’effetto è quello noto a tutti: commissariamento del partito, dimissioni etc. Ma c’è dell’altro che vale la pena sottolineare. Con il nuovo sistema elettorale per l’elezione dei parlamentari, è il partito che affida lo scranno ed impone le direttive. Chi non le segue… viene rimosso”.
Quale futuro attende i Cristiano Sociali?
“Siamo in attesa. Abbiamo guardato con attenzione al commissariamento del partito per capire dove si volesse arrivare. Purtroppo si è fermi al palo e la situazione resta frammentata: chi segue la linea nazionale e chi guarda altrove”.
Da Pionati a De Mita. Come vede la posizione dei popolari?
“Senza ombra di dubbio, i popolari sono una potente forza esterna al partito e lo ha dimostrato l’incarico che Casini ha affidato allo stesso De Mita a livello regionale”.
Voci insistenti e pettegolezzi politici la vedono vicino all’Italia dei Valori. Quanto c’è di vero?
“I Cristiano Sociali non hanno mai aderito al progetto Udc, tantomeno ad altri partiti. Siamo liberi e responsabili delle nostre scelte. Non è detto che non parteciperemo al congresso dell’Udc, come qualcuno vociferava. Per il futuro chissà: guardiamo dalla nostra finestra quello che accadrà”.

Dichiarazioni che lasciano comunque perplessi i più, anche in virtù dei ‘trascorsi’, visti quasi come una testimonianza dell’adesione di Musto allo scudo crociato: dopo aver traghettato 65 consiglieri, in maggioranza udeurrini, tra le fila dell’Udc nella speranza di un rinnovamento della politica irpina.

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