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Italia Carloni, scomparsa nel 1997, proveniva da una famiglia di attori ma aveva lasciato il palcoscenico e coltivato da spettatrice la passione per il teatro e principalmente per la musica, di cui era assidua ascoltatrice e intenditrice finissima. La sua collezione, che nel corpus principale si era formata in tempi in cui non venivano praticate registrazioni “live” ufficiali, è il frutto di un fitto scambio che gli appassionati sparsi in città diverse facevano dei nastri che essi stessi incidevano con apparecchi di fortuna, in teatri e sale da concerto, o attraverso le rispettive stazioni radio. Rappresenta quindi un documento importantissimo della vita musicale della seconda metà del secolo scorso, testimonianza del divenire dell’arte dell’interpretazione attraverso i massimi artisti succedutisi, direttori, solisti, cantanti. La collezione in un primo tempo era stata destinata dagli eredi, Francesco Canessa e i figli Riccardo, Brunello e Susanna, all’istituendo Museo del San Carlo, ma nel 2004 a seguito della mancata realizzazione dello stesso, fu donata al Conservatorio di Avellino.