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Lei è doppiamente di casa qui a Musica in Irpinia.
“Sì è vero, non è la prima volta che suono qui, la seconda con Accardo, e poi con altre formazioni cameristiche e altre orchestre. È sempre una esperienza bellissima, e per questo sono grato al maestro Mario Cesa. Questa è l’unica rassegna di qualità che permette di esibirsi in Irpinia, per fortuna dura un mese…o purtroppo perché ogni musicista la vorrebbe ancora più duratura. Oltre a questo evento organizzato egregiamente dall’Ept non c’è più nulla e non rimane che migrare a al San Carlo di Napoli”.
Insomma ci vorrebbero più maestri Cesa e più rassegne di questo tipo?
“Decisamente, perché questo è un evento che oltre alla organizzazione perfetta vanta una qualità che poche rassegne possono eguagliare in Campania, e un punto di orgoglio per chi fa musica in questa provincia. E poi qui c’è un pubblico eccezionale, colto e attentissimo oltre ad uno scenario di incredibile suggestione”.
Il suo percorso di studi parte proprio dall’Irpinia?
“Sì certo. Ho iniziato a studiare a 12 anni, mi sono diplomato al Conservatorio Cimarosa di Avellino con il maestro Bologna, poi ho frequentato la scuola di perfezionamento della Fondazione Walter Stauffler di Cremona che mi ha dato la possibilità di entrare nell’Orchestra da Camera Italiana poiché è in quella scuola che Accardo sceglie i migliori elementi per inserirli nella sua formazione”.
Com’è stato l’incontro con il maestro?
“Determinante. E’ un punto di riferimento, un grande musicista ed una persona eccezionale molto amante dei giovani ai quali dà possibilità concrete di crescita”.