
Mercogliano – Nozze d’argento per Musica in Irpinia. Venticinque anni di arte e passione per la rassegna internazionale di orchestre che con caparbietà e orgoglio ha saputo “oltrepassare il mare virtuale dei confini regionali, lanciandosi ormai verso una consacrazione nazionale”. Non senza qualche difficoltà. A presentare l’edizione 2007 della kermesse, nella suggestiva cornice della biblioteca di Loreto, il presidente dell’Ept di Avellino, Santino Barile, Don Placido Tropeano, priore dell’Abbazia di Loreto, il Direttore Artistico della rassegna, Mario Cesa, il sindaco di Mercogliano Tommaso Saccardo e il Maestro Gianvincenzo Cresta curatore dell’antologia “Appunti di viaggio” nella quale ripercorre a grandi linee le venticinque stagioni del progetto culturale “Musica in Irpinia”. Si parte sabato, 7 luglio, con la Sofia Festival Orchestra diretta da Grigor Palikarov accompagnato da Laura De Fusco al pianoforte e dalla coreana Sarm Kim al violino. Otto concerti che vedranno alternarsi sul palco del chiostro abbaziale grandi nomi della musica internazionale: dal maestro Salvatore Accardo a Noa -accompagnata per l’occasione dal chitarrista israeliano Gil Dor– al compositore Luis Bacalov. Una sintesi mirabile, frutto della sapiente alchimia di Mario Cesa. Orgoglioso di aver accompagnato la rassegna per venticinque anni, con la trepidazione di chi con affetto vede crescere una sua creatura, il Maestro avellinese spiega la ratio che ha dettato l’estensione del programma. Da una parte la versatilità del compositore, dall’altra la rigidità del direttore artistico che ha il compito di ‘mediare’ in relazione ai gusti del pubblico e al contesto socio-ambientale e culturale. Due anime che, anche quest’anno, consegnano all’Irpinia un bouquet di eccezionale spessore artistico. Ma il viaggio ha conosciuto non solo luci. “Gli attacchi di addetti ai lavori e non, le difficoltà economiche dovute al budget limitato – afferma Cesa – hanno impresso alla manifestazione un’impronta di provvisorietà. Col tempo, e grazie all’entusiasmo, alla disponibilità e al coraggio di chi ha creduto in questo progetto, abbiamo trainato Musica in Irpinia sul palcoscenico della notorietà, convinti di svolgere un servizio che avrebbe contribuito alla crescita del territorio”. Dello stesso parere il presidente dell’Ept, Santino Barile. “Musica in Irpinia celebra quest’anno le nozze d’argento con la sua terra, animata dalla passione di decine e decine di migliaia di amanti del genere che hanno affollato in cinque lustri, senza interruzioni, il più splendido monumento architettonico del territorio. Un traguardo arduo ma irrealizzabile senza il sostegno degli attori che hanno collaborato e collaborano alla felice riuscita dell’evento”. A cominciare dalla comunità benedettina dell’Abbazia di Loreto, rappresentata da Don Placido Tropeano, trait d’union dell’evento che ha visto nascere e crescere. Ed è proprio il padre benedettino, facendo proprio il motto di Sant’Agostino (Qui cantat, bis orat), ad affermare l’impegno della comunità di Loreto nel prosieguo dell’iniziativa che si spera “…possa giungere alla celebrazione delle sue nozze d’oro”. Ma all’augurio si aggiunge la speranza “…affinché – continua Barile – l’amministrazione regionale non faccia venir meno le essenziali risorse finanziarie e guardi con rinnovato interesse e disponibilità a questa rassegna, onore e vanto dell’Irpinia e della Campania tutta”. (di Marianna Morante)