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Musica in Irpinia: appuntamento con Campanella

Mercogliano – Sabato 11 luglio l’atteso concerto del maestro Michele Campanella, considerato internazionalmente uno dei maggiori vituosi e interpreti lisztiani. “Musica in Irpinia e’ una rassegna di qualità. – dice campanella – Suono questa musica dal lontano 1974, ma ogni volta è una rivisitazione nuova. Le note sono sempre quelle, ma è un continuo scoprire noi stessi nella musica e la musica in noi stessi”. Il celebre pianista si esibirà sabato 11 luglio nel terzo appuntamento della Rassegna Internazionale “Musica in Irpinia” nel chiostro dell’Abbazia del Loreto di Mercogliano, nel concerto per pianoforte e orchestra n.1 in Mi b maggiore di Franz Liszt.
Campanella, considerato internazionalmente uno dei maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, ha affrontato in oltre 40 anni di attività molte tra le principali pagine della letteratura pianistica, torna a Musica in Irpinia riconoscendo alla Rassegna promossa dall’Ept: “Una vivacità e forza di sopravvivenza che solo la qualità della proposta musicale e la professionalità di chi lavora al suo cartellone può garantire”. Nel segno del grande amore per la musica di Liszt per il 2011 Campanella propone un progetto fatto di vari capitoli: quattro recitals con la presenza in programma dei massimi capolavori originali del repertorio lisztiano: una sintesi del lavoro compiuto nella sua lunga carriera; quale Presidente della neonata Società Liszt, Chapter dell’American Liszt Society, Campanella ha ottenuto la collaborazione e l’ospitalità dell’Accademia di Santa Cecilia per far ascoltare al pubblico del Parco della Musica di Roma, in prima esecuzione mondiale, tutta la musica di Liszt per pianoforte. Per eseguire 55 ore di musica saranno organizzate, tra il 2010 e il 2011, sette maratone domenicali cui hanno aderito 60 pianisti italiani. “Anche i Conservatori italiani saranno coinvolti nell’operazione, con l’auspicio che i giovani ed i giovanissimi studenti vengano attirati dall’opportunità di scoprire tanto repertorio sconosciuto del musicista ungherese” – conclude Campanella.

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