La Shoah, la persecuzione degli ebrei, il manifesto del razzismo italiano, la “Difesa della razza”, le leggi razziali in Italia…, di questo e di altro si parlerà ancora una volta a Mugnano del Cardinale il nella quinta celebrazione della giornata della Memoria, un incontro che si rinnova nella scuola elementare intitolata al concittadino Camillo Renzi. Il Questore ad Aosta, fu parte attiva della resistenza valdostana e morì a Dachau alla fine della seconda guerra mondiale. Da Renzi, un giusto della nostra terra, e dalla sua vicenda, studiata e raccontata dallo storico Paolo Momigliano Levi, è nato un percorso di studio e ricerca che ha coinvolto tutta la comunità del luogo. Mostre, incontri, dibattiti di alto spessore culturale ed umano coronati quest’anno da un nuovo tassello: il passaggio dall’Europa del ‘900, dai suoi campi di sterminio, primo fra tutti quello di Terezin dove furono riuniti, prima di essere sop-pressi, ben 15000 bambini, agli scenari più ampi di un nuovo millennio, che ci riporta al passato nazifascista, “con un’umanità bambina in lotta quotidiana per la vita, affannata in un braccio di ferro con quello che si presenta come destino identico da un capo all’altro del mondo”. Così si è passati dal piccolo Lorenzo Fusco, balilla di Monteforte Irpino, che nel 1935 si imbarcò clandestinamente per l’Africa e divenne un eroe della conquista etiopica, ai bambini soldato rapiti e costretti a combattere in numerosi paesi dell’Africa subsahariana. Bambini usati e violati in un percorso che ferisce e strumentalizza le fasce più deboli dell’umanità ed all’umanità tutta sottrae ogni speranza di futuro. Una speranza che Mugnano, la dirigente scolastica, i docenti, i piccoli allievi, la comunità ed il sindaco Colucci, sostenitore di ogni incontro ed iniziativa, tengono viva. Un’occasione, dunque, per celebrare l’epilogo apparente di un dramma che ancora si perpetua in tante guerre, civili e non, negli episodi quotidiani di intolleranza, ingiustizia, ineguaglianza nel mondo. Nelle discriminazioni, nella violenza gratuita, negli egoismi razziali. La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Ma quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei è forse uno dei più terribili. Differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti nell’isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz, ma non solo) appositamente destinato ad assassinarle con modalità tecnologicamente evolute. Per questo si parla di ‘unicità’ della Shoah; definizione che costituisce il risultato di una comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa. Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni ‘30 al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale, caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica uccisione dell’intera popolazione ebraica. Tale progetto, che venne deciso e concretizzato dal Terzo Reich nel corso della seconda guerra mondiale, venne attuato con la collaborazione parziale o totale dei governi o dei movimenti politici di altri Stati per poi essere interrotto dalla vittoria militare dell’Alleanza degli Stati antifascisti e dei movimenti di Resistenza. Se invece i vincitori fossero stati la Germania nazista, l’Italia fascista, la Francia di Vichy, la Croazia degli ustascia ecc., forse non un solo ebreo sarebbe rimasto in vita nei territori controllati da questi. Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perché esse vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro. Molti Stati hanno istituito un “giorno della memoria”. L’Italia lo ha fissato al 27 gennaio: la data in cui nel 1945 fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz. In effetti altri ebrei, d’Italia e d’Europa, vennero uccisi nelle settimane seguenti. Ma la data della Liberazione di quel campo è stata giudicata più adatta di altre a simboleggiare la Shoah e la sua fine. Ovviamente la Shoah fu un evento storico interrelato con gli altri avvenimenti storici; per questo la legge italiana indica altri gruppi di persone la cui memoria va mantenuta viva: coloro che, a rischio della propria vita, combatterono il fascismo e il nazismo e coloro che comunque contrastarono lo sterminio e salvarono delle vite. La “Giornata della Memoria” è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 proprio per ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste. La data prescelta è quella dell’anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz (vicino a Cracovia in Polonia) avvenuta ad opera delle avanguardie della Prima Armata dell’ Armata Rossa (comandata dal maresciallo Koniev) il 27 gennaio 1945. E anche l’Irpinia si appresta a ricordare.
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