Avellino – Giuseppe Del Mastro, Francesco Lo Conte, Carmine De Angelis, Giovanni Romano, Francantonio Rossi, Carmine Gnerre: il nuovo gruppo, riunito sotto l’effigie di Mpa, è stato presentato questa mattina a Palazzo Caracciolo dal parlamentare irpino Arturo Iannaccone, secondo cui oggi in provincia è nato, o si è rafforzato, il Partito del Sud orientato solo ed esclusivamente al cambiamento dell’Irpinia per riportarla al centro dei meccanismi e dei processi di sviluppo della Regione Campania.
Ore frenetiche di decisioni, ufficializzazioni e accuse da quando è stata resa pubblica la notizia del passaggio al partito di Lombardo degli ex Adc Carmine Gnerre e Carmine De Angelis, al centro di un dibattito, o forse ancor più di accuse in alcuni casi, anche feroci.
Ma Iannaccone ha deciso di seguire, nella presentazione dei nuovi ‘acquisti’, la linea della diplomazia evitando di rispondere a tono a quelle che ha definito “cadute di stile dovute al nervosismo comprensibile di chi ha perso pezzi importanti della propria classe dirigente”. Piena solidarietà, ha invece espresso Iannaccone, a “… coloro che sono stati oggetto di critiche e insulti che offendono innanzitutto chi li ha fatti”. Più duro Rossi che si è definito “allibito per le dichiarazioni esternate da Pionati nei confronti del mio capogruppo De Angelis. Un leader non trascende apostrofando un giovane professionista che si è fatto da solo”.
Provincia – Una premessa su tutte: piena fiducia al presidente Cosimo Sibilia che da ora sarà agevolato nello stabilire un rapporto di collegialità. E massima lealtà verso la coalizione di centrodestra e Udc. “Con questo gruppo – ha precisato Iannaccone – vogliamo aprire un confronto sereno all’interno della maggioranza sulle scelte strategiche. Rinnoviamo l’esigenza di un accordo molto forte sulle questioni di maggior interesse su cui deve esserci un consenso pieno che finora non sempre c’è stato (il caso rifiuti, ndr)”.
Sull’ “operazione” Mpa – “Chi accetta l’idea di un Partito del Sud e aderisce a Mpa avrà interlocutori seri e aperti. Chi vuole proporre formule che non riescono a tradursi in atti politicamente trasparenti e comprensibili non sarà ben accetto”: la forma mentis del partito, illustrata da Arturo Iannaccone, è stata sposata dai nuovi ingressi, a partire da Giovanni Romano che ha voluto precisare che “sbaglia chi immagina di leggere questa operazione come una somma aritmetica di 2+1+1”. Un errore madornale perché, è vero che la politica si fa anche con i numeri ma una linea di pensiero non può essere ridotta ad una somma algebrica. “Né tantomeno – per inciso – vogliamo dare il benservito a qualcuno. L’iniziativa è nata da un confronto costante e serrato in cui non tutto si è ridotto all’esternazione di una forma di disagio che pure esiste, dovuta alla divaricazione tra esecutivo e consiglio. Ma piuttosto abbiamo condiviso un progetto politico-programmatico”. Un percorso mentale che ha trovato il suo sbocco naturale nell’adesione a Mpa che “non è il partito di un padrone o di una persona ma un movimento politico a salvaguardia del territorio”. La conferma, poi, del buon esito della ‘saldatura’ è arrivata proprio dall’incontro con Lombardo: “Non è un capo – ha incalzato Romano – ma un leader che in coerenza con il suo progetto ci ha ribadito che chi decide le dinamiche del nostro territorio siamo noi. E nessuna scelta sarà mai calata dall’alto”.
Sulla serenità nell’azione sia politica che istituzionale si è soffermato l’assessore Carmine Gnerre che ha condannato le “turbolenze dettate dalle pressioni di chi nel partito si svegliava per primo la mattina”. “Da assessore – ha voluto chiarire – rivesto un ruolo istituzionale che mi obbliga a tenermi fuori dalle questioni prettamente politiche. Il ruolo politico e quello istituzionale non si possono confondere ma spesso si voleva farlo”.
Carmine De Angelis, bersaglio “preferito” degli attacchi delle ultime ore, al contrattacco ha preferito la difesa. Non la sua, in prima persona, ma quella di una idea, alla base del suo agire e della sua partecipazione politica. Un intervento accorato di chi evidentemente si è sentito ferito innanzitutto nella propria dignità. Ma De Angelis ha voluto evitare di alimentare ulteriormente spunti di accuse e di rispondere a “polemiche di basso profilo” limitandosi ad un solo commento pungente: “Io non sono il tipo che prima giudica eccellente una persona e dopo un minuto sputa veleno”.
Un breve passaggio prima di elencare cosa l’ha portato a sposare il progetto Mpa e soprattutto cosa ha determinato il distacco dall’Adc: “La politica non si fa lontano dal territorio. La politica non si fa in modo videocratico. La politica non si fa senza un progetto chiaro. La politica si fa per il bene comune, sa riconoscere i sacrifici di una vita e non ha né nomi né cognomi da vantare. Chi vi parla ha chiesto di essere protagonista di un processo di partecipazione e cambiamento del territorio. Nella nostra nuova casa si bussa alla porta di un politico per proporre un progetto, non per chiedere un favore. La stessa Federazione non era una somma algebrica ma offriva una prospettiva per il territorio. E oggi abbiamo scelto l’istituzionalizzazione. Mpa non è un partito centrista ma nasce quando lo Stato si frantuma. Noi non vogliamo essere stritolati da un dualismo centripeto che in Irpinia ha avuto effetti devastanti”.
Poi una domanda retorica la cui risposta da adito a nuovi spunti: “Se volevamo rimanere centristi allora perché uscire dall’Udc? Credo in realtà ci sia stata una folgorazione sulla via di Damasco”.
Insomma, come hanno ben chiarito anche Del Mastro e Lo Conte oggi è nato in Irpinia un progetto territoriale, democratico e non elitario fondato su una classe dirigente e su idee che guardano al territorio e alle sue prospettive future. Tutte orientate al rinnovamento. “Una proposta – ha concluso De Angelis – che non rivendica due assessori ma che chiede pari dignità per realizzare quello scatto in grado di far fronte alla crisi dell’Irpinia”. (di Manuela Di Pietro)
