Movimprese-Aumentano le imprese: ad Avellino una crescita di +0.60

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Nel II trimestre 2006 il numero di imprese in Italia è aumentato di 40.761 unità, lo 0,67% in più rispetto alla fine di marzo. Alle 68.838 chiusure di attività imprenditoriali registrate hanno fatto fronte 109.599 nuove iscrizioni, grazie alle quali lo stock delle imprese ha raggiunto, a fine giugno, le 6.104.039 unità. Il 40% del saldo di nuove imprese, pari a 16.674 unità, è costituito da società di capitali (+1,46% la crescita, oltre il doppio di quella media generale). Il vecchio triangolo industriale fa registrare la performance migliore (con un saldo di +12.581 imprese), seguito dalla circoscrizione Sud e Isole (+10.778 imprese). Al Mezzogiorno spetta il primato delle nascita (34.662 nuove iniziative, il 31,6% di tutte le imprese neonate), come anche quello delle cessazioni (23.884, il 34,7% del totale). In Campania sono 2.807 le imprese in più (9.776 le iscrizioni contro le 6.969 cessazioni), con un saldo pari a +0,52 per cento. A livello provinciale, infine, Salerno fa registrare il tasso di crescita più elevato (+0,80 per cento), seguita ex equo da Caserta e Avellino (+0,60 %), Benevento (+0,50%) e, in ultimo, da Napoli (+0,35%). Sono questi alcuni dei dati più significativi diffusi oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese. «I dati sulla nati-mortalità delle imprese rappresentano un segnale incoraggiante, per due ragioni di fondo. Il sistema imprenditoriale, infatti, tende a una maggiore stabilità, visto l’aumento continuo delle società di capitali, determinato anche dalle modifiche normative che hanno reso più conveniente questa tipologia di impresa. – ha dichiarato Dario Scalella – Presidente Confapi Campania. Ma restano ancora troppo elevate le cessazioni, seppure in parte determinate proprio dal ‘passaggio’ da società di persone a società di capitali di una medesima attività. In Campania, seppure il tasso di crescita è ridotto alla metà rispetto a un anno fa, vi è un riequilibrio tra le varie province, con un tasso di crescita più basso per Napoli e più alto nel resto del territorio. La riforma degli incentivi messa a punto dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive va nella giusta direzione e favorirà il consolidamento del sistema impresa regionale. Così pure il programma ieri comunicato dallo stesso Assessorato di impegnare circa 500milioni di euro entro fine anno (principalmente residui della precedente programmazione europea) per competitività, innovazione e settori trainanti. È necessario, però, un piano più ampio, di respiro nazionale, che tenga al centro le imprese minori e ne favorisca soprattutto la crescita dimensionale e le forme di aggregazione. Se si impiegassero per le pmi le risorse stanziate, per esempio, per le aggregazioni tra le banche nella scorsa legislatura si favorirebbe di certo di più e meglio lo sviluppo economico, l’occupazione e il benessere diffuso».

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