Irpinianews.it

Movida amica della vita: Rotondi ‘interrogato’ dai media irpini

Avellino – Rispetto alla contestazione degli studenti stiamo assistendo ad un nuovo 68? E se si, in che termini?
Un nuovo ’68?… Sì ma a fecondazione assistita.
Il ’68 è stato un fatto di cultura profonda, ha cambiato il mondo. Oggi è solo chiasso. Berlusconi ha dichiarato di voler garantire anche con la forza il diritto allo studio. Niente di nuovo, cosa può dire un governo?… Accomodatevi e occupate l’Università?… Ma a nessuno passa per la testa di usare la polizia per una contestazione pacifica come questa.
La Gelmini, in fondo, riporta tre principi su cui noi tutti siamo cresciuti: il maestro unico, il voto in condotta e i voti in pagella.
Tutti scolasticamente abbiamo rispettato queste norme, come si fa a dire che la Gelmini vuole distruggere la scuola? Il Ministro è arrivato a questo perché doveva operare dei tagli e i tagli non sono mica uno sfizio di Tremonti!
I conti italiani prevedono tagli severi.
Esigenza del risparmio e logica educativa sono stati i criteri che, assemblati, hanno portato alla riforma.

Da una indagine è scaturito che in Irpinia le aziende preferiscono assumere persone con un grado scolastico minimo. Questo vuol dire che i cosiddetti ‘cervelli’ sono inesorabilmente destinati ad andar via?
Vano prendersi in giro. Qui non ci sono e non sono previsti interventi strutturali che lasciano la speranza di una permanenza dei ragazzi che studiano. Inutile indorare verità amare. Io poi posso essere estremamente sincero visto che non sono a caccia di voti ma sono stato eletto altrove. Non abbiamo la possibilità di prevedere che avvengano fatti che permettano ad un laureato di restare. A Milano mi hanno rivolto la stessa domanda e la mia risposta non cambia: il lavoro va seguito dove c’è. Poi si pensa al rientro.

Rapporto tra qualità della vita e qualità della politica. I giovani di oggi sono incerti, rispetto alla politica si lasciano andare. Ma quali possono essere per loro i riferimenti?
In politica ci sono contenitori e contenuti. La II Repubblica ha rivoluzionato i contenitori ma non i contenuti. C’è uno strappo tra politica e cultura. È un fatto patologico che noi viviamo allegramente ma la patologia è grave. C’è un’identità e c’è un voto. Il voto è cambiato ma la cultura politica è rimasta la stessa: democristiana, socialista o comunista.

La Gelmini è costretta a fare tagli ma allora perché il governo manda 140milioni di euro a Catania per salvare l’amministrazione?
Ne abbiamo mandati più alla Roma di Veltroni. Una dolorosa necessità. Non si possono chiudere Roma e Catania. Non sono certo esempi di buona amministrazione.

Che fine ha fatto l’iniziativa della riduzione dei parlamentari e della riforma elettorale?
Posso essere favorevole alla riduzione degli stipendi ai parlamentari ma non al taglio dei parlamentari stessi. In questo caso, infatti, si dovrebbe operare una ridefinizione degli enti territoriali, venti regioni sono troppe. Creare senatori che siano consiglieri regionali e vengano pagati dalle stesse Regioni di appartenenza.

Questione morale: avvocato nelle aule e alla presidenza della Commissione Giustizia…
Non c’è, a mio avviso, conflitto di interessi. Il conflitto di interessi riguarda l’imprenditorialità. Non penso ci sia nulla di strano se un avvocato si occupa di giustizia.

Convivenze…
È un tema che coinvolge la definizione di laicità, i diritti che lo Stato deve garantire e le nuove esigenze degli italiani. Lo stato aiuta la famiglia perché risparmia ma la famiglia va intesa secondo quanto recita l’art. 29 della Costituzione.

In Irpinia si registra un’involuzione del settore economico. Ci caratterizza la fuga di cervelli. Come è possibile ovviare a questi problemi?
Esorto a non fare errori di eccessivo pessimismo. Questa manifestazione, ad esempio, è stata organizzata proprio per combattere il degrado. A Genova, ad esempio, ad una certa ora devi scegliere la strada in cui camminare.
La verità è che ognuno parla alla sua generazione. Il nostro compito è capire cosa esprimono i giovani senza pretendere di essere il loro modello. C’è bisogno prima di capire e poi di formulare risposte.

Si parla di svecchiamento della classe dirigente ma in termini pratici si agisce diversamente…
Non è il governo a dover svecchiare la classe politica. Noi della Dc abbiamo rinnovato anche troppo. Abbiamo un gruppo parlamentare formato da tante nuove entrate. Il partito si è mostrato pronto ad accogliere figure nuove ma non possiamo cambiare ad ogni giro altrimenti veniamo assorbiti dalla nevrosi. Non si può essere politico per un giorno, il politico deve avere i suoi tempi per maturare.

Exit mobile version