La sala convegni dell’Hotel de la Ville era gremita di personalità del mondo cardiologico non solo della Campania ma di tutta Italia. Nomi importanti che sono intervenuti al convegno promosso dall’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” e dal Direttore del Dipartimento del Cuore e dei Vasi dell’Azienda Ospedaliera nonché promotore del progetto di cooperazione sanitaria provinciale “Rete assistenziale territoriale per il malato coronario”, il dottor Pino Rosato “…il nostro obiettivo è quello di garantire ai cittadini colpiti da attacco cardiaco una diagnosi e una terapia immediate ed efficaci”.
Perché questo ambizioso ed importante progetto?
“L’incidenza maggiore sui decessi di pazienti colpiti da un infarto è rappresentata dai tempi troppo lunghi che intercorrono tra l’attacco cardiaco e la somministrazione di una cura adeguata al singolo caso. La maggior parte delle volte, il paziente infartuato si rivolge al 118. Gli operatori sanitari trasportano il malato al pronto soccorso più vicino, semmai all’interno di una struttura ospedaliera in cui non è presente il reparto di cardiologia. Quindi, i medici diagnosticano l’infarto e trasferiscono il paziente nel reparto in cui può ricevere le necessarie cure”.
Un progetto, dunque, che mira all’ottimizzazione dei tempi?
“Sì. Un iter eccessivamente lungo, che può costare la vita al paziente. Il trattamento delle emergenze cardiologiche è un esempio classico di patologia dove è invece indispensabile razionalizzare l’uso delle risorse, soprattutto ponendo l’attenzione sull’uniformità dei trattamenti e sulla fase preospedaliera, durante la quale si accumula grossa parte del ‘ritardo evitabile’ e in cui si registra la percentuale più alta di mortalità”.
Nel dettaglio, in cosa consisterebbe la rete assistenziale territoriale?
“Le ambulanze del 118 dovranno essere dotate delle apparecchiature adatte per effettuare un elettrocardiogramma a bordo. I risultati dell’esame saranno trasmessi, attraverso una rete di comunicazione Gsm, a uno dei dipartimenti di cardiologia presenti sul territorio. I medici del reparto diagnosticheranno in tempo reale la tipologia di attacco cardiaco e comunicheranno al personale del 118 in quale struttura trasportare l’infartuato, che, una volta a destinazione, sarà immediatamente sottoposto al trattamento terapeutico del caso”.
Quali sono i soggetti compartecipanti al progetto?
“Innanzitutto occorre avviare un percorso diagnostico-terapeutico per il malato coronarico che veda coinvolte tutte le strutture sanitarie. Di qui la compartecipazione attiva del 118, degli ospedali e dei dipartimenti di emergenza di vario livello. Ovviamente anche i dipartimenti di Cardiologia. Fondamentale l’imput ai medici delle ambulanze, dell’accettazione, del pronto soccorso e agli stessi cardiologi”.
(Emiliana Bolino)
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