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Morti tra i campi, Addonizio (Ispesl): “In Irpinia dati allarmanti”

Avellino – La morte di Carlo Bisogni trafitto dal motozappa mentre lavorava il suo fondo, prima ancora il vigile urbano Salvatore Sgrosso schiacciato da un albero. Ed ancora. Il 6 giugno muore Pishkovtsiy Mykahaylo, di anni 52, a Contrada a causa di un taglio alla gola da motosega ed ancora il 20 maggio a Chiusano San Domenico Claudia Maffeo, una giovane di 20 anni caduta dal trattore che guidava il marito; il 28 ottobre a Lapio, un uomo di Chiusano di 62 anni muore schiacciato sempre dal suo trattore; l’8 luglio Pasquale Minichiello agricoltore di Mirabella muore per il ribaltamento del trattore e la lista continua per il 2009. Ad analizzare la situazione è Pasquale Addonizio, direttore del dipartimento Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) di Avellino.

Ingegnere perché non si frena questo trend di morti legate al mondo del lavoro, soprattutto nel settore agricoltura ?
“I gravi fatti accaduti negli ultimi tempi ed ampiamente trattati dai media locali danno l’idea di quanto è ardua la lotta per evitare incidenti sul lavoro. I sindacati, le categorie di settore, gli organismi di controllo, il politici, tutti hanno dimostrato la loro sensibilità a questa che è una vera piaga della nostra società. Sono state dette tante verità, ma c’è un aspetto fondamentale sulla quale invitiamo tutti alla riflessione. Il legislatore, con il d.lgs 81/2008 e dalle ulteriori modifiche introdotte dal d.lgs. 106/2009, sancisce con chiarezza le nuove linee guide per fronteggiare il fenomeno degli infortuni nel mondo del lavoro. Primo obbiettivo è affermare e diffondere una cultura della sicurezza che coinvolga tutte le figure a partire dal datore di lavoro fino ai lavoratori”.

Ci dobbiamo chiedere, quanta consapevolezza del rischio c’è in ognuno di noi in qualità di lavoratore? In che modo Lei ritiene si dovrebbe concretamente intervenire?
“Con il Testo Unico sulla Sicurezza il legislatore ha indicato chiaramente la missione dell’Ispesl. Promuovere la prevenzione degli infortuni, la tutela della salute, della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro e di vita, aumentando e diffondendo le conoscenze fondamentali riguardo i rischi e i loro effetti e attivando il trasferimento delle conoscenze stesse al Servizio Sanitario Nazionale, alla comunità scientifica, alle imprese, ai lavoratori e ai cittadini. Diffondere, quindi, la cultura alla sicurezza attraverso seminari di formazione ed aggiornamenti rivolti a tutte le categorie è concretamente arrestare i dati statistici così negativi . Se il lavoratore accetta un nuovo stile di vita basato su un modello di prevenzione abituale e di un comportamento attento alla sicurezza, anche fuori dal suo ambiente lavorativo, gli infortuni e le morti bianche avranno un calo notevole, degno di un paese moderno e civile”.

Come si spiega un così elevato numero di vittime tra gli operatori del settore agricolo?
“L’elevato numero di vittime legate all’agricoltura ci sconvolge. Dobbiamo riconoscere che c’è un dato pauroso, circa uno morto al mese in questo 2009 nelle sole province di Avellino e Benevento. Il territorio agricolo irpino e sannita e molto scosceso e franoso. Questo favorisce ribaltamenti di mezzi agricoli e non tutti sono preparati e formati al loro utilizzo. E un settore particolare che ha conservato tutte le caratteristiche del mondo contadino tradizionale , non sempre attento al rispetto delle nozioni di base della messa in sicurezza dei mezzi d’opera e di altri attrezzi. Molti di questi incidenti riguardano persone che generalmente svolgono altre attività lavorative e che solo occasionalmente si cimentano in operazioni di manutenzioni e lavorazione dei propri terreni. Quindi, in definitiva, bisogna puntare su una collaborazione sinergica tra tutte le componenti addette alla sicurezza dei lavoratori, ma soprattutto sull’anello principale della catena, che è la coscienza dei lavoratori medesimi”.

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